Pensioni 2015: requisiti, anzianità, contributi, penalizzazioni e adeguamenti

Il 2015 segna un cambio di passo importante nel comparto delle pensioni che sono soggette a numerose novità e relative alle penalizzazioni, ai requisiti per il pensionamento, alle soglie di anzianità e agli adeguamenti all’aspettativa di vita. Ecco cosa cambia.

Le pensioni nel 2015 subiscono una profonda revisione dei parametri e delle regole vigenti per effetto dell’ approvazione della Legge di Stabilità che ha congelato alcune delle norme entrate in vigore con l’attuazione della riforma Fornero, prime fra tutte le penalizzazioni previste per il pensionamento anticipato. Al di là della possibile, nuova, riforma che dovrebbe riorganizzare in maniera complessiva tutta la materia, ecco quali sono le maggiori novità per i differenti comparti lavorativi, riguardo a soglie di anzianità, requisiti, contributi e adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.

Pensione di vecchiaia
In base alle nuove regole introdotte dalla Riforma Fornero, per ottenere il trattamento pensionistico di vecchiaia nel 2015 serviranno 20 anni di contributi e un’età minima di:

  • 66 anni + 3 mesi per gli uomini che abbiano svolto un lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo;
  • 66 anni + 3 mesi per le donne soggette a lavoro subordinato nel settore pubblico;
  • 63 anni + 9 mesi per le donne soggette a lavoro subordinato del settore privato;
  • 64 anni + 9 mesi per le donne che hanno svolto un lavoro parasuborbinato o autonomo; donne lavoratrici autonome e parasubordinate.

Nel sistema contributivo rimane anche la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con 70 anni e tre mesi di età e 5 anni di contributi versati.

Pensione Anticipata
In base alla Legge Fornero è possibile accedere alla pensione anticipata con i seguenti requisiti:

  • 42 anni + 6 mesi di versamenti contributivi, per gli uomini di ogni settore lavorativo;
  • 41 anni + 6 mesi di versamenti contributivi, per le donne di ogni settore lavorativo;

In base alle novità introdotte con la Legge di Stabilità 2015, qualora si sia raggiunto il requisito contributivo indicato sopra, sarà possibile andare in pensione anche prima dei 62 anni di età, senza subire alcuna penalizzazione, ovvero, ottenendo un assegno pensionistico pieno.
Nel sistema contributivo rimane la possibilità di ottenere la pensione con 20 anni di contributi versati e un’età minima di 63 anni + 3 mesi a condizione che l’assegno pensionistico non sia inferiore a circa 1250 euro al mese (2,8 volte l’importo dell’assegno sociale).

Pensione di invalidità
Per i lavoratori, dipendenti del settore privato, con un’invalidità pari almeno all’80%, sono previsti i seguenti requisiti anagrafici:

  • 60 anni e 3 mesi per uomini;
  • 55 anni e 3 mesi per donne;

Nel sistema contributivo è possibile ottenere la pensione anche con soli 5 anni di contributi versati, con un’età anagrafica di almeno 70 anni + 3 mesi d’età.

Comparto Sanità
Per i dirigenti medici e del ruolo sanitario o per i responsabili di struttura complessa che scelgono la pensione di anzianità è previsto il requisito del raggiungimento dei 65 anni di età, oppure il requisito contributivo dei 40 anni di servizio da raggiungere, su opzione, sempre non oltre il 70° anno di età.

Donne che optano per la pensione di anzianità
Per le donne che optano per la pensione di anzianità, ammesso che l’INPS ammetta le condizioni anche per le lavoratrici che vanno in pensione entro la data del 31 Dicembre 2015, è richiesto il requisito dei 35 anni di contribuzione e i seguenti requisiti anagrafici:

  • 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici soggette a contratto subordinato e parasubordinato;
  • 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome;

Personale non contrattualizzato
Si tratta delle pensioni di vecchiaia di magistrati e professori universitari per i quali sono previsti i seguenti requisiti anagrafici:

  • 70 anni di età, per magistrati e professori ordinari;
  • 65 anni di età per professori di seconda fascia (che possono, tuttavia, richiedere di rimanere in servizio fino al raggiungimento del 70° anno di età);
  • 65 anni di età per ricercatori universitari;

Salvaguardati
Per i lavoratori che decidono di mantenere le vecchie regole pensionistiche, vigenti prima della Riforma Fornero, e per i lavoratori che beneficiano dell’ultrattività delle vecchie regole pensionistiche, il requisito è quello del raggiungimento di quota 97,3 attraverso la somma di età anagrafica e età contributiva. Oltre a questa condizione sono previsti anche i seguenti requisiti:

  • 35 anni di contributi e almeno 61 anni e 3 mesi di età anagrafica; oppure
  • solo 40 anni di contributi;

Per i lavoratori salvaguardati rimane in vigore la finestra mobile.

Adeguamento dell’età pensionabile
Dal 2016 tutti i requisiti saranno adeguati alla speranza di vita, calcolata dall’Istat, per ogni comparto lavorativo e per ogni categoria pensionistica occorreranno, quindi, 4 mesi di lavoro in più per andare in pensione.

Ulteriori parametri sono stati previsti per i lavori usuranti e per i dipendenti della polizia e del comparto della sicurezza.

Iscriviti alla newsletter

4 commenti

foto profilo

luigi agliotti • Ottobre 2015

Buona sera, Volevo sottoporre un mio dubbio sperando.
Nato il 23.6.49 ho perfezionato i requisiti per andare in pensione il 23.9.2015 ed ho presentato domanda.
Ora l’inps mi dice che avendo io versato contributi come dipendente e poi come commerciante devo scegliere se andare in pensione come dipendente o come commerciante. Mi dice anche che se scelgo di andare come commerciante prenderei circa 950 euro; come dipendente invece circa 800 euro. Il mio dubbio sta in questo.
Se io ho versato contributi prima come dipendente (1973/1986) contributi per 863 settimane e poi come autonomo (2008/ad oggi - sto ancora lavorando) per 369 settimane com’è che prendere di più come commerciante? Mi sembra strano. Se si fossero sbagliati e per avere il massimo devo scegliere quello da dipendente ma poi posso continuare a lavorare, versando naturalmente i contributi avendo partita iva aperta ? Grazie per l’attenzione,

foto profilo

Abdullah • Settembre 2015

Salve a tutti,
volevo porvi questa questione. Mio padre ha lavorato 30 anni in Italia. Essendo un lavoro stagionale pero’, ha potuto acomulare solo 18 anni di contributi effettivi. Avendo raggiunto i 68 anni di età anagrafica e non potendo più lavorare, ha chiesto di poter ricevere almeno la pensione minima che visti i requisiti minimi a 20 anni di versamento si é visto rifiutare. Ora mio padre é rientrato in Marocco a vivere gli ultimi anni della sua vita percio’ non puo’ richiedere nemmeno l’assegno sociale. Cosa dovremmo fare secondo voi? E’ giusto che perda tutti questi anni di versamento?

foto profilo

peruch egidio • Maggio 2015

pensione anzianita’ 01-04-2015 quando il primo assegno pensionistico’

foto profilo

andrea • Aprile 2015

chi mi sa dire qualcosa in merito :
io il primo maggio vado in pesnione con 42 e 6 mesi di contributi e 60 anni di eta,ma con mia grande sorpresa ho scoperto che se prima della fornero avevo diritto all’indennità di clientela( io sono un agento di commercio) perche avevo raggiunto la pensione di vecchia,
oggi questa non mi spetta, perche io andrei con la pensione di anzianità!!!
mi sembra l’ennesima vessazione nei confronti di chi ha lavarato 40 è più anni...ora mi chiedo me è giusto ?
ma sopratutto è legale?
chi mi sa dare una risposta
grazie
andrea

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories