Pensione quota 100 negata a chi è nato dopo il 31 dicembre 1959

Lorenzo Rubini

9 Giugno 2021 - 15:28

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Possono accedere alla quota 100 solo coloro che sono nati entro il 31 dicembre 1959, per tutti coloro che sono nati dopo la misura è preclusa.

Pensione quota 100 negata a chi è nato dopo il 31 dicembre 1959

Alla quota 100 mancano poco meno di 6 mesi di vita, poi sarà rottamata. La misura, infatti, vede la sua scadenza naturale il 31 dicembre 2021. La scadenza in oggetto è valida solo per il raggiungimento dei requisiti di accesso e, quindi, per compiere i 62 anni richiesti e per raggiungere i 38 anni di contributi necessari.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buon giorno, sono un’insegnante di scuola media, a giugno compio 61 anni ed il prossimo giugno ne avrei 62 . Mi mancano 1 anno e due mesi ( adesso ne ho 36) lavorativi, per il raggiungimento della quota 100. Potrei fare dei versamenti volontari (1 anno e due mesi) per poter andare in pensione nell’anno scolastico 2022-2023.”

Pensione quota 100

Per poter accedere alla quota 100 è necessario raggiungere, quindi, i requisiti richiesti entro la fine di quest’anno. Per tutti coloro che non riescono a centrare il requisito entro il giorno di San Silvestro la possibilità di pensionamento con la misura è precluso.

Per quel che riguarda il requisito contributivo, se dovessero mancare dei contributi al raggiungimento, è possibile ovviare procedendo a riscattare, magari, un periodo del corso di studi universitario. Ma quando a mancare è il requisito anagrafico c’è poco da fare.

E riescono a centrare i 62 anni entro la data di scadenza della misura, solo coloro che sono nati entro il 31 dicembre 1959. Nel suo caso l’accesso alla pensione con la quota 100 è fuori discussione visto che i 62 anni li compie solo nel 2022 e che entro la fine del 2021 non riesce a centrare neanche il requisito contributivo.

L’unica misura che, in base alla normativa vigente, potrebbe permetterle il pensionamento è l’opzione donna avendo raggiunto i 58 anni ed i 35 anni di contributi entro la fine del 2020. Potrebbe presentare, quindi, anche domanda di cessazione dal servizio il prossimo dicembre per accedere al pensionamento al termine dell’anno scolastico 2021/2022, ma non so quanto la cosa potrebbe convenirle visto che l’opzione donna è altamente penalizzante per chi la esercita.

Il mio consiglio è di attendere, in ogni caso, la riforma pensioni che dovrebbe essere varata entro la fine dell’anno per capire se quanto previsto in essa le consentirebbe un pensionamento anticipato.

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