Pensione integrativa: quanto è importante essere informati?

La ricerca condotta da Ania/Gfk mette il risalto l’importanza dell’informazione sui temi di previdenza complementare: «L’informazione rende consapevoli della propria situazione pensionistica e spinge ad agire per tempo per mantenere un tenore di vita adeguato anche per il post lavoro»

Pensione integrativa: quanto è importante essere informati?

Previdenza, quale futuro?” è il titolo della ricerca condotta da Ania (Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici) in collaborazione con Gfk (società di ricerca sui consumatori) e dedicata all’importanza dell’informazione in ambito previdenziale.

La ricerca è volta ad analizzare la sensibilità al tema previdenziale dei lavoratori italiani e gli effetti creati dalla ricezione delle buste arancioni e dalla simulazione della propria situazione pensionistica sul sito dell’Inps.

Il sondaggio ha coinvolto un campione complessivo di 600 lavoratori italiani del settore privato, dipendenti o autonomi, con almeno 5 anni di contributi versati all’INPS e suddivisi in tre categorie:

  • 200 lavoratori tra coloro che hanno già effettuato una simulazione della propria futura pensione pubblica sul sito dell’INPS;
  • 200 lavoratori tra quelli che hanno già ricevuto la busta arancione nel corso del 2016;
  • 200 lavoratori tra coloro che non hanno mai simulato la propria futura rendita pensionistica sul sito dell’INPS né ricevuto la busta arancione.


Fonte: “Previdenza, quale futuro?”, ricerca condotta da Ania in collaborazione con Gfk

Dalla ricerca emerge che la maggioranza degli intervistati è preoccupata per il proprio futuro economico e che tutti sono consapevoli dell’esistenza di un gap previdenziale, cioè della differenza tra la pensione pubblica e l’ultimo reddito, che è necessario colmare con la pensione integrativa se si vuole vivere con serenità e benessere gli anni post lavoro.

Previdenza complementare: il valore dell’informazione

Dal 2019 l’età per ottenere la pensione di vecchiaia si raggiunge al compimento di 67 anni (sia per gli uomini che per le donne). Quanti conoscono la data del proprio pensionamento?

Tra coloro che non hanno ricevuto la busta arancione né fatto una simulazione sul web, il 71% ha dichiarato di non conoscere o avere solo una vaga idea della data del proprio pensionamento. Mentre ben il 63% di coloro che hanno ricevuto la busta arancione e il 71% di coloro che hanno fatto la simulazione sul sito dell’Inps hanno dichiarato di avere un’idea precisa o abbastanza precisa di questo dato. Tra questi ultimi, il 53% ha dichiarato di essere venuto a conoscenza di tale informazione a seguito della consultazione del servizio via web.


Elaborazione: Propensione.it

I destinatari della busta arancione e coloro che hanno effettuato la simulazione della propria situazione pensionistica sul sito dell’Inps hanno considerato estremamente utili queste due iniziative di trasparenza apprezzando in particolare la chiarezza del messaggio informativo.

Inoltre, dalla ricerca è emerso che le due iniziative hanno generato un piccolo effetto domino: parlando in famiglia delle informazioni ricevute, ben il 14% di un altro membro dello stesso nucleo familiare si è attivato per ottenere anch’egli l’informazione sul proprio futuro previdenziale.

La ricerca evidenzia che l’informazione non solo è apprezzata ma risulta anche estremamente utile, soprattutto per due motivi:

  • dà la possibilità di conoscere l’ammontare del proprio gap pensionistico così da essere consapevoli della differenza tra l’ultimo reddito percepito da lavoratori e l’ammontare della pensione pubblica e poter intervenire per tempo;
  • permette ai cittadini di comprendere, a seguito di un check up, le proprie future necessità e spinge ad avere un atteggiamento propositivo al riguardo.

Tra coloro che hanno ricevuto la busta arancione la propensione a sottoscrivere un prodotto previdenziale è aumentata del 21% e per coloro che hanno fatto la simulazione via web del 15%.

Ad esprimere timori maggiori sul proprio futuro pensionistico sono invece i non coinvolti dalle due iniziative e dunque quelli meno informati.

Previdenza complementare: come tutelare il proprio benessere

Tutti gli intervistati sono concordi nel dire che non si risparmia a sufficienza per la pensione e che è dunque necessario prevedere degli strumenti di risparmio in grado di garantire un tenore di vita adeguato anche per il post lavoro.

Dalla ricerca una delle principali soluzioni per colmare il gap pensionistico risulta essere la pensione integrativa che ben risponde alle richieste di flessibilità. I fondi pensione offrono, infatti, la possibilità di scegliere liberamente l’importo e la frequenza dei versamenti, di accedere anche prima della pensione a quanto accumulato richiedendo anticipazioni o riscatto e, infine, di scegliere la tipologia di erogazione della pensione integrativa più in linea con le proprie esigenze.

Oltretutto, il sistema di previdenza integrativa prevede innumerevoli vantaggi fiscali per gli aderenti.

Per tutelare il proprio benessere è importante essere consapevoli della propria situazione pensionistica. Come indicato dalla ricerca Ania/Gfk, l’informazione spinge ad agire per tempo per mantenere un tenore di vita adeguato anche per il post lavoro.

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