Pensione integrativa conviene? Come funziona, rischi e vantaggi

Conviene la pensione integrativa? I rischi e vantaggi dei fondi pensione e dei Piani Individuali Pensionistici per compensare la tua pensione INPS.

Pensione integrativa conviene? Come funziona, rischi e vantaggi

Sempre più italiani valutano l’opzione della pensione integrativa date le misere prospettive legate alla pensione emessa tradizionalmente dall’INPS o dal proprio ente pensionistico. Può essere una soluzione, dunque, provvedere durante l’età lavorativa affidandosi a un fondo pensione o ad un Piano Individuale Pensionistico (PIP) per mettere da parte e far fruttare i propri risparmi che poi saranno restituiti con gli interessi una volta maturati i requisiti pensionistici.

Quando si tratta di fondi, investimenti, assicurazioni e banche e c’è di mezzo anche il tema spinoso delle pensioni, la maggior parte degli italiani si sente confuso, poco informato. Per questo motivo ad oggi sono in molti a chiedersi come funziona la pensione integrativa, se sia pericoloso o no rivolgersi ai fondi pensione per poter ricevere in futuro una pensione più alta, quali sono i rischi e i vantaggi di investire nella pensione integrativa.

Qui di seguito sono disponibili tutte le informazioni necessarie: cos’è e come funziona la pensione integrativa, perché e se conviene investire nei fondi pensione, quali sono i pericoli a cui eventualmente si va incontro.

Come funziona la pensione integrativa

Con le riforme sul sistema pensionistico che si rincorrono e che non fanno altro che peggiorare le aspettative dei contribuenti italiani, soprattutto dei giovani, in molti preferiscono giocare d’anticipo e informarsi cercando di comprendere se conviene la pensione integrativa ed avere un assegno pensionistico più alto grazie al proprio investimento legato alla previdenza complementare.

L’obiettivo della pensione integrativa è molto semplice: consentire al risparmiatore di avere una rendita mensile più alta per quando avrà smesso di lavorare.

Di seguito scoprirai quali sono i rischi e i pericoli della pensione integrativa e tutti gli aspetti a cui fare massima attenzione al momento della tua scelta.
Ma esistono anche dei vantaggi: in molti si sentono attratti, infatti, dalla possibilità di dedurre nella propria dichiarazione dei redditi gli importi versati per la pensione integrativa fino ad un massimo di 5.264 euro.

Per effettuare una prima valutazione sulla possibilità di scegliere una pensione integrativa, i passaggi da effettuare sono i seguenti:

  1. Innanzitutto occorre verificare l’importo della contribuzione sul quale si fa affidamento e, quindi, indicativamente, la pensione di cui si potrà disporre in futuro. Conoscere la pensione in anticipo è possibile grazie ai servizi INPS come l’Estratto Conto Integrato (ECI), il Calcolatore della Pensione e Simulatore della Pensione, nonché grazie ad alcuni calcolatori che permettono di calcolare in anticipo la pensione;
  2. Una volta calcolato il proprio gap previdenziale, ovvero la differenza tra la retribuzione e la mensilità pensionistica prevista, sarà necessario fissare un obiettivo di rendita al proprio fondo pensione così da compensare il gap;
  3. Altra mossa da compiere sarà quella di individuare l’importo dello stipendio da destinare mensilmente al fondo o il TFR;
  4. Il lavoratore dovrà anche scegliere la linea di investimento (mercato azionario o obbligazionario) e valutare le variabili di lungo termine (esistono sistemi che consentono di verificare le scelte compiute attraverso un simulatore delle rendite del fondo);
  5. Infine, si dovrà tenere conto della forma di liquidazione: vitalizia o durata certa; in questo caso l’erogazione sarà ripartita in uno specifico numero di anni.

Vediamo nel dettagli quali strumenti legati alla pensione integrativa sono disponibili per il risparmiatore.

Pensione integrativa: fondo pensione o PIP?

Nell’ambito della pensione integrativa bisogna sottolineare le dovute differenze tra una tipologia e l’altra per comprendere quale soluzione è la migliore per te.

Esistono:

La normativa a cui sono sottoposte queste tipologie di pensione integrativa è la stessa, come anche il trattamento fiscale, ma sono molte le differenze.

I Piani Individuali Pensionistici (PIP) sono un prodotto assicurativo, il che significa che dovrai versare dei soldi e questi soldi verranno investiti dal tuo intermediario sui mercati finanziari. In questo caso solo gli individui singolo possono avere accesso ai PIP.

I fondi pensione, invece, non sono dei prodotti assicurativi e possono accettare quelle che vengono definite “adesioni collettive”, in cui a versare la pensione integrativa è sia il lavoratore che il datore di lavoro.

Un’ulteriore differenza è d’obbligo all’interno dei fondi pensione perché questi possono essere:

  • aperti: chiunque può avervi accesso
  • chiusi: solo alcune categorie di lavoratori possono avervi accesso.

Chi ha un contratto che prevede un fondo pensione chiuso, di solito opta per quello per provvedere alla sua pensione integrativa - un esempio tra tutti è il noto fondo Cometa.

Agli altri lavoratori, invece, rimane la scelta tra il Piano Individuale Pensionistico (PIP) e un fondo pensione aperto.

Leggi anche: Pensione integrativa: fondi pensione aperti vs PIP

Pensione integrativa: il Piano individuale pensionistico (PIP) conviene?

Analizziamo tipologia per tipologia di pensione integrativa partendo dal piano individuale pensionistico e illustrando se conviene o meno scegliere questo tipo di previdenza complementare.

Cos’è il PIP?
Il PIP, più semplicemente, è un’assicurazione sulla vita dove l’importo che andrai a versare periodicamente non è altro che il tuo TFR, che in questo modo decidi di non mantenere nel tuo luogo di lavoro ma decidi di dedicarlo alla tua pensione integrativa. L’importo, che può essere mensile o annuale a seconda del contratto di assicurazione che vorrai stipulare, viene investito per tuo conto in un fondo gestito il più delle volte dalla compagnia di assicurazione.

Conviene? È sicuro?
Non esiste purtroppo una risposta univoca perché tutto dipende dal tuo profilo di rischio, ovvero quanto sei disposto tu a “rischiare” i tuoi soldi e, di conseguenza, che tipo di investimento decidi di dare. Se vuoi avere un rischio molto basso di perdere parte dei tuoi importi destinati alla tua pensione integrativa il tuo referente ti indirizzerà verso fondi che investono in obbligazioni o titoli di stato. Tuttavia, il prezzo da pagare per incorrere in bassissimi rischi e quello di avere un rendimento minore, quindi più basso.

Quando iniziare?
Se vuoi optare per il PIP come tua pensione integrativa ti conviene iniziare abbastanza presto, così da avere un buon capitale da ricevere una volta che andrai in pensione, che verrà integrato naturalmente con l’assegno dell’INPS.
Potrai scegliere se ricevere la tua pensione integrativa come rendita vitalizia (quindi una parte ogni mese da quando sarai andato in pensione) oppure riceverà la metà subito e il resto a rate.

Vantaggi
Ecco i vantaggi e se conviene la pensione integrativa attraverso i PIP:

  • fiscali - Puoi dedurre nella tua dichiarazione fino a 5.164 euro dai redditi dichiarati
  • non solo TFR - Non sei obbligato a versare il tuo TFR e soprattutto non sei obbligato ad avere un lavoro per scegliere il PIP come tua pensione integrativa. Puoi semplicemente versare quando e quanto vuoi del denaro nel tuo piano;
  • aliquota fiscale agevolata - Se tieni aperto il tuo piano fino a 15 anni, le tasse che dovrai pagare sulla tua liquidazione saranno pari al 15%. Oltre i 15 anni lo Stato italiano per ora ha stabilito che si ha il diritto ad un calo dell’aliquota dello 0.3% all’anno fino a raggiungere un minimo del 9%;
  • cultura al risparmio - In questo modo, destinando i soldi alla tua pensione integrativa, sarai più agevolato al risparmio (invece che tenerli sotto al materasso e rischiare di spenderli).

Rischi
Vediamo se conviene realmente la pensione integrativa sotto forma di PIP esaminandone gli svantaggi:

  • investimento a rischio. Per sua natura, il capitale investito nei mercati è a rischio, il valore dei titoli può variare da un momento all’altro e le perdite possono superare i guadagni;
  • costi - Nel sottoscrivere un piano individuale pensionistico, oltre a guardare il tasso di rendimento garantito dal tuo intermediario, devi avere un’idea chiara di tutti quelli che saranno i costi. Il contratto prevede un’informativa sul piano di costi previsti ed è sempre opportuno prestare la massima attenzione ai suoi contenuti, oltre a chiedere delle delucidazioni qualora avessi qualche dubbio. Esistono i costi di gestione, i costi di ingresso e di uscita, i costi di frazionamento ed altri. Fai ben attenzione se il gioco vale realmente la candela;
  • rigidità - Una volta versati i soldi, semmai dovessi averne bisogno per un’emergenza ti sarà molto difficile riuscire nell’impresa. Chi non ha un lavoro molto stabile potrebbe preferire detenere i suoi risparmi in un semplice conto corrente, per poter accingere al capitale in qualsiasi momento in caso di necessità.

Come prelevare i soldi per emergenza?
Potrebbe succederti, come anticipato, di aver bisogno del capitale investito e di voler ritirare parte del tuo piano.

Ecco i casi in cui ti sarà possibile accedere ai tuoi risparmi

  • capitale al di sotto del 75% in caso di malattie gravi per spese mediche e interventi di te che hai sottoscritto ma anche di coniuge e figli,
  • dopo 8 anni dall’apertura potrai ritirare una cifra sempre al di sotto del 75% per l’acquisto della prima casa o ristrutturazione per te o un figlio,
  • dopo 8 anni puoi avere accesso al 30% dell’importo versato per altre spese non giustificate.

Puoi ritirare tutto l’importo (riscatto) della tua pensione integrativa se:

  • sei inoccupato per più di 48 mesi
  • diventi invalido permanente per un calo di oltre ⅓ della tua capacità lavorativa
  • in caso di morte. L’importo, in questo caso, va agli eredi o ai beneficiari che tu avrai designato.

Pensione integrativa: il fondo pensione aperto conviene?

Chiunque può accedere ad un fondo pensione aperto - a differenza del fondo pensione chiuso, al quale si accede secondo quanto eventualmente stabilito dal proprio contratto di lavoro.

Cos’è?
Banche, SIM, assicurazioni e società per la gestione del risparmio - qualora siano autorizzate - possono aprire un fondo pensione e far accedere i risparmiatori interessati ad implementare la propria pensione integrativa.

L’obiettivo per il risparmiatore è sempre lo stesso: arrivare all’età della pensione ed avere un’integrazione alla pensione che ti darà l’INPS.
Al fondo pensione aperto puoi accedere sia in modo individuale che in modo collettivo in base a possibili accordi tra i lavoratori e la tua azienda.

Come funziona il fondo pensione aperto come pensione integrativa?
Puoi decidere di versare parte dei tuoi guadagni se sei un libero professionista o direttamente il tuo TFR se sei dipendente, il tutto a seconda del tuo obiettivo di rendimento.

Nel caso dell’adesione collettiva, nel fondo pensione va a finire non solo il tuo TFR ma anche un contributo da parte del tuo datore di lavoro e un contributo da parte tua, che ti verrà tolto direttamente dallo stipendio.

Anche in questo caso, ciò che versi nel fondo pensione aperto per la tua pensione integrativa può essere detratto dal tuo reddito in sede di dichiarazione fino ad un massimo di € 5.164 all’anno.

Leggi anche: TFR in azienda o aderire a un fondo pensione? Ecco come scegliere

Ciò che versi viene investito dall’intermediario nei mercati finanziari, con i relativi rischi del caso. Il totale accantonato dipenderà dunque dall’andamento del profitto dell’investimento ma anche dal totale dei tuoi versamenti verso il fondo pensione, anche in dipendenza dalla durata.

Una volta che sarai andato in pensione, la rendita che avrai in quel momento verrà trasformata in una pensione complementare che ti verrà consegnata ogni mese.

I rischi
I fondi pensione non hanno l’obbligo di essere a capitale garantito. Il che significa che se fallisce il fondo pensione, addio alla tua pensione integrativa. Con i mercati finanziari in tumulto la probabilità che accada non è così lontana
stretti vincoli per il ritiro del capitale in caso di necessità (come visto per i PIP)
contratto senza possibilità di recesso - Una volta aderito ad un fondo pensione, non torni indietro.

I vantaggi

Il tuo investimento in fondi pensione è tassato all’11% (e non al 12.5% come per i rendimenti da obbligazioni o da conto deposito;
Come per i PIP, se tieni aperto il tuo piano fino a 15 anni, le tasse che dovrai pagare sulla tua liquidazione saranno pari al 15%. Oltre i 15 anni lo Stato italiano per ora ha stabilito che si ha il diritto ad un calo dell’aliquota dello 0.3% all’anno fino a raggiungere un minimo del 9%.

Conviene la pensione integrativa o no?

È davvero una scelta di vita comprendere se conviene la pensione integrativa o meno. Il rischio c’è, parliamo di mercati finanziari e di incertezza, e tutto dipende da quanto sei disposto a rischiare per poter avere una pensione decente a fine carriera.
Le buste arancioni dell’INPS parlano chiaro: i lavoratori sono rimasti delusi dal vedere quanto poco prenderanno di pensione quando (e se) riusciranno ad andarci intorno ai 70 anni.

Quanto vale la pena fare sacrifici su sacrifici per avere più soldi quando sarai tanto vecchio da poterne godere con difficoltà?
È meglio comprendere se, piuttosto, conviene comprare casa?

Queste risposte devono venire da te, dalle tue considerazioni e dagli obiettivi che ti sei prefissato per la tua vita.

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