Assegno sociale 2023, guida aggiornata su importi, requisiti e calcolo

Simone Micocci

12 Gennaio 2023 - 14:09

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L’assegno (ex pensione) sociale sale a 503,27 euro da gennaio 2023; cambiano anche i requisiti. Qui una guida aggiornata con tutte le novità.

Assegno sociale 2023, guida aggiornata su importi, requisiti e calcolo

Con il termine assegno sociale ci si riferisce a quella prestazione assistenziale collegata al reddito che spetta a coloro che al raggiungimento dell’età pensionabile (67 anni nel 2023) si trovano in una condizione economica di difficoltà tale da richiedere un intervento dello Stato.

L’assegno sociale, conosciuto (seppur impropriamente) anche come pensione sociale, nel 2023 spetta a una platea più ampia e per un importo maggiore. Così come tutte le prestazioni di tipo previdenziale e assistenziale, infatti, anche l’assegno sociale gode ogni anno di un aggiornamento dell’importo, sulla base dell’andamento dell’inflazione registrato negli ultimi 12 mesi.

A tal proposito, il tasso provvisorio, e applicato dall’Inps, per l’assegno sociale 2023 è pari al 7,3% (ma quello definitivo, come vedremo di seguito, è più alto): ragion per cui quest’anno si prende di più - e dal momento che dall’importo dell’assegno sociale ne dipendono anche i requisiti - si amplia anche la platea di chi ne può beneficiare.

Alla luce degli ultimi aggiornamenti in materia d’importi e requisiti per godere dell’assegno sociale, ecco una guida aggiornata al 2023 con tutto quello che serve sapere su un sostegno che nella maggior parte di casi si pone come valida soluzione per coloro che all’età di 67 anni non hanno sufficienti contributi per accedere alla pensione.

Requisiti

Per richiedere l’assegno sociale 2023 bisogna innanzitutto rispettare alcuni specifici requisiti, ovvero:

  • età, pari almeno a 67 anni;
  • cittadinanza (italiana o comunitaria);
  • residenza effettiva e dimora abituale in Italia;
  • requisiti reddituali (cittadini sprovvisti di reddito o con reddito inferiore ai limiti stabiliti dalla legge).

Per quanto riguarda i requisiti di reddito, possono presentare domanda e ricevere l’assegno sociale nel 2023 tutti i cittadini con reddito non superiore a 6.542,51 euro annui se non coniugati o 13.085,02 euro se coniugati. Queste soglie sono state aumentate dal 1° gennaio 2023, per effetto della perequazione - con tasso del 7,3% - applicata su prestazioni assistenziali e previdenziali.

Possono presentare domanda anche i cittadini comunitari ed extra-comunitari titolari di carta di soggiorno e i residenti in Italia in via continuativa da almeno 10 anni.

Quali redditi si considerano

Ai fini del calcolo della sussistenza dei requisiti per presentare domanda di assegno sociale, rientrano nel reddito utile:

  • redditi assoggettabili all’Irpef, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • redditi esenti da imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
  • redditi soggetti ad imposta sostitutiva (interessi postali e bancari; interessi dei Bot, Cct e di ogni altro titolo di Stato; interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni; etc.);
  • redditi di terreni e fabbricati;
  • pensioni di guerra;
  • rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  • pensioni dirette erogate da Stati esteri;
  • pensioni ed assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili, ai sordi;
  • assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Al contrario, non vengono presi in considerazione per il calcolo del reddito utile:

  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915/1918;
  • arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero.

Alla formazione del reddito utile (considerato al netto dell’imposizione fiscale e contributiva) concorrono quindi i redditi di qualsiasi altra natura, come i redditi derivanti da retribuzioni percepite per lavoro, le rendite agrarie e da fabbricati, le pensioni, ovvero tutti i redditi assoggettabili all’Irpef.

Gli stessi redditi vengono valutati anche al fine di accedere alle maggiorazioni sociali di cui sopra.

Importo 2023 (provvisorio)

L’importo massimo dell’assegno sociale erogato nel 2023 è di 503,27 euro e la prestazione è riconosciuta per 13 mensilità.

Hanno diritto all’assegno sociale in misura intera:

  • i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito;
  • i soggetti coniugati che abbiano un reddito familiare inferiore all’ammontare annuo dell’assegno, quindi 6.542,51 euro nel 2023.

Hanno diritto all’assegno o pensione sociale in misura ridotta:

  • i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno, quindi 6.542,51 euro;
  • i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno, dunque 13.085,02 euro nel 2023.

A seconda dei casi, quindi, spetta un importo pieno o una sola integrazione, con l’intento comunque di garantire alla persona un reddito annuo di almeno 6.542,51 euro.

Importo 2023 (definitivo)

Va detto che il suddetto importo è il risultato di una rivalutazione momentanea, in quanto il tasso utilizzato per la perequazione 2023 di pensioni e trattamenti assistenziali, pari al 7,3%, è solamente provvisorio.

Quello definitivo, confermato dall’Inps solamente nei primi giorni di gennaio, è pari all’8,1%. C’è quindi una differenza dello 0,8% che tuttavia verrà riconosciuta solamente il prossimo anno, con tanto di arretrati per i mesi precedenti.

L’importo definitivo, quindi, sarà pari a - ma solo da gennaio 2024 - 507,02 euro.

Come si calcola

Nessun problema per coloro che hanno un reddito personale pari a zero, o un reddito coniugale inferiore all’importo dell’assegno sociale stesso (6.542,51 euro quest’anno). Questi, infatti, hanno diritto comunque al massimo dell’importo, pari a 503,27 euro per tredici mesi.

Chi invece supera le suddette soglie ma soddisfa comunque i requisiti economici richiesti avrà diritto all’assegno sociale in misura parziale, calcolato sottraendo dall’importo annuo (o dal doppio del valore annuo nel caso del reddito coniugale) il reddito percepito.

Ad esempio, chi ha un reddito personale di 3.000 euro avrà diritto a un assegno sociale di 3.542,51 euro (6.542,51 - 3.000), quindi 272,50 euro al mese.

Maggiorazioni

All’importo base dell’assegno sociale si aggiungono, in alcuni casi, le cosiddette maggiorazioni sociali.

Si tratta di due distinte tipologie di aumento, una disciplinata dalla legge n. 388/2000 e l’altra, l’incremento al milione, dalla legge n. 448/2001.

La maggiorazione di cui all’articolo 70, comma 1 della legge n. 388/2000, è pari a un importo di 12,92 euro al mese.

L’importo, riconosciuto in quota fissa e non soggetto a perequazione, viene corrisposto ai beneficiari della prestazione che percepiscono un reddito annuo inferiore a 6.145,75 euro. Affinché la suddetta maggiorazione spetti al 100%, però, il reddito annuo deve essere inferiore a 5.983,64 euro.

Accanto al reddito personale, per i soggetti coniugati viene considerato anche il reddito coniugale, che non dovrà essere superiore a 12.854,14 euro, o comunque a 12.686,18 euro per averne diritto in misura piena.

Come sopra anticipato esiste poi una seconda tipologia di maggiorazione, il meglio noto incremento al milione. A partire dal 2002, i soggetti con almeno 70 anni di età e che non superino determinati limiti di reddito, hanno diritto all’aumento della maggiorazione di base, che può arrivare a un massimo di 191,46 euro al mese.

Il limite di reddito individuale annuo per averne diritto per i soggetti non coniugati è pari a 8.476,26 euro, importo che sale a 14.459,90 euro nel caso di pensionati coniugati.

Quando si perde?

L’assegno sociale si perde quando vengono a mancare i requisiti richiesti. Ad esempio, si perde qualora in un successivo momento il titolare dell’assegno dovesse percepire un reddito superiore a quello richiesto dalla normativa (pensiamo ad esempio a chi riesce a raggiungere il diritto alla pensione).

A tal proposito, ogni anno chi percepisce l’assegno sociale deve inviare il modello Red all’Inps. Nel caso in cui da questo modello ne dovesse risultare un superamento delle suddette soglie reddituali, allora l’assegno sociale decade.

Ma attenzione: l’assegno sociale si perde anche qualora il suddetto modello non viene inviato entro la scadenza. Nel dettaglio, nei primi 60 giorni di ritardo l’Inps lo sospende, ma se neppure allo scadere del 60° giorno il modello risulta inviato allora l’assegno sociale decade e bisognerà fare una nuova domanda.

Come fare domanda

La domanda per richiedere l’assegno sociale nel 2023 può essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica, attraverso i seguenti canali:

  • sito web dell’Inps (accesso con Spid, Cie o Cns);
  • contact center (803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico);
  • patronati e intermediari dell’INPS.

Nella domanda per richiedere la pensione sociale bisogna inserire i seguenti documenti:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.

In caso di ricovero infatti l’assegno viene ridotto:

  • del 50% se la retta è a totale carico dello Stato;
  • del 25% se la retta è pagata dall’interessato o dai familiari ed è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale;
  • nessuna diminuzione se la retta comporta una spesa superiore al 50% dell’assegno.

Se la domanda di assegno o pensione sociale viene rigettata, è possibile fare ricorso al Comitato provinciale dell’Inps entro 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di rigetto.

Attenzione: non è possibile richiedere gli arretrati dell’assegno sociale.

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# INPS

3 commenti

Gentile utente,
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Lucciola blù

Marzo 2020

Qualora il nucleo familiare (a prescindere dai redditi)possegga anche un solo immobile (oltre l’abitazione) , l’INPS NEGA il diritto all’assegno ad entrambi i coniugi.

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Lucciola blù

Marzo 2020

Molte fonti ribadiscono che i requisiti per chiedere con successo l’assegno sociale sono legati, oltre che all’età (67 anni) anche a limiti di reddito effettivo. Tali fonti precisano anche che per «reddito» deve intensersi anche il reddito fondiario soggetto ad IMU (che però è un reddito aolo cartolare) nonchè il corrispettivo di vendite immobiliare, considerato alla stregua di «reddito non imponibile IRPeF». A mio parere ciò non è deltutto esatto. Occorre aggiungere che, secodno la prassi vigente, l’INPS esclude totalmente dal beneficio non solo che eccede i limiti di «reddito», ma anche chi - a prescindere dalla mancanza di redditi, non si trova veramente in condizioni di «disagio economico» valuatando l’INPS anche il possesso di patrimonio improduttivo, mobiliare (=conto bancaeio senza interessi) o immbiliare. Così è sufficiente ad escludere del tutto dal beneficio entrambi i coniugi il possesso, da parte del nucleo coniugale, anche di un solo immobile (lasciato libeero) oltre l’abitazione di residenza.

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tino

Luglio 2015

salve

in una coppia di coniugi con reddito da fabbricato di circa 500 euro (rendita catastale totale di 3 case) quanto spetta per singolo coniuge avendo lui 77 anni e lei 71 anni ...... agli atti nessun altro reddito.

grazie per la cortese risposta

saluti

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