Pensione dopo i 67 anni, quando è possibile nel pubblico impiego?

Lorenzo Rubini

15 Gennaio 2021 - 14:48

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E’ possibile per il dipendente della pubblica amministrazione permanere in servizio dopo il compimento dei 67 anni se ha raggiunto diritto alla pensione?

Pensione dopo i 67 anni, quando è possibile nel pubblico impiego?

Molto spesso quando si arriva a ridosso della pensione, soprattutto quella di vecchiaia, è necessario effettuare dei calcoli per capire se l’importo mensile che verrà erogato sarà sufficiente a garantire uno stile di vita dignitoso. Nella maggior parte dei casi la pensione non riflette l’ultimo stipendio e proprio questo può generare preoccupazione nel lavoratore.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Vorrei porvi un quesito: la mia convenienza e’ poter continuare a lavorare perche’ arrivato a 67 anni di eta’ ed avendo come contributi troppi anni figurativi, mi è stata calcolata una pensione di 950 euro lordi al mese. Tenete conto che ho moglie casalinga e 2 figli studenti 18 enni con questa pensione come faccio a mantenere la famiglia? Posso chiedere di restare al mio posto ancora qualche anno ( sono un collaboratore scolastico). Che riferimento posso fare? La dirigenza sta vedendo come puo’ fare perche’ vorrebbe venirmi incontro, conoscendo il mio attaccamento al lavoro. Vi chiedo di trovare la soluzione. Aspetto vostre notizie. Vi ringrazio.”

Trattenimento in servizio dopo i 67 anni

Con la riforma della pubblica amministrazione (DL numero 90 del 2014) si è limitata fortemente la possibilità al dipendente pubblico di permanere in servizio dopo la maturazione del diritto alla pensione.

La pubblica amministrazione, infatti, è obbligata a collocare a riposo d’ufficio il dipendente che:

  • al compimento dei 65 anni abbia maturato il diritto alla pensione anticipata (con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne)
  • al compimento dei 67 anni abbia maturato il diritto alla pensione di vecchiaia (con almeno 20 anni di contributi versati).

Proprio per evitare che, una volta raggiunto il diritto alla pensione, in dipendente permanga in servizio, è stato abolito, quasi definitivamente, l’istituto del trattenimento in servizio (rimasto in vigore solo per coloro che al compimento dei 67 anni non abbiano maturato i 20 anni minimi di contributi richiesti). Mentre prima di questa riforma, quindi, era possibile richiedere per tutti il trattenimento in servizio per un ulteriore biennio dal 2014 non è più possibile.

Purtroppo non esiste una soluzione al problema che pone, visto che, in ogni caso, ha raggiungerà il diritto alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni. In ogni caso vorrei ricordarle che dopo la decorrenza della pensione nessuno le vieta di riprendere una attività lavorativa subordinata, di collaborazione, parasubordinata o autonoma, visto che la pensione di vecchiaia è pienamente cumulabile con i redditi da lavoro.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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