Pensione di vecchiaia o quota 100 con riscatto laurea?

Lorenzo Rubini

5 Maggio 2021 - 16:25

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Ci sono casi in cui anche se il riscatto laurea consente un’uscita anticipata dal mondo del lavoro, può risultare poco conveniente.

Pensione di vecchiaia o quota 100 con riscatto laurea?

Pensione di vecchiaia attendendo 2 anni oppure riscattare la laurea per accedere alla quota 100 tra 6 mesi? Una domanda che potrebbe sembrare scontata per chi vuole uscire dal mondo del lavoro ma che invece non lo è in certe, specifiche, situazioni.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“La mia situazione è un pochino articolata.
Ho accettato l’uscita dalla mia azienda e dall’8 maggio sarò in naspi fino ad aprile 2023 e dal 1 agosto 2023 dovrei essere in pensione. Pensione di vecchiaia.
Ho fatto richiesta di riscatto laurea ordinario (non agevolato in quanto perderei gli anni acquisiti di contributi retributivi).
Ho richiesto il riscatto di 52 settimane e così da andare in pensione con quota 100 già dal 1 novembre 2021.
Sono molto indecisa perché la cifra è abbastanza alta: 18.000 euro. Ma con i tempi che corrono ho paura che il governo possa ricorrere a soluzioni non positive.
Avete un consiglio da darmi?
Grazie, cordiali saluti” .

Pensione con o senza riscatto laurea?

Potendo accedere all’indennità di disoccupazione che l’accompagnerà fino alla soglia della pensione di vecchiaia, a mio avviso, nel suo caso, il riscatto della laurea per poter accedere alla quota 100 è poco o nulla conveniente e le vado a spiegare i motivi.

Da quel che intuisco dovrebbe essere in possesso di 37 anni di contributi circa, avendo bisogno di riscattare solo 52 settimane di contributi per poter accedere alla quota 100 con 38 anni di contributi.

Ma fruendo interamente della Naspi avrebbe diritto a 24 mesi di contribuzione figurativa utile sia al diritto che al calcolo della pensione di vecchiaia.

Se fosse stata disoccupata e senza diritto alla Naspi o se al termine della Naspi avesse dovuto attendere un lungo periodo per il pensionamento di vecchiaia le avrei senza dubbio detto di procedere con il riscatto, nonostante il pesantissimo onere da sostenere. Ma nel suo caso specifico penso che non ne valga assolutamente la pena visto che le permetterebbe un anticipo sulla pensione di vecchiaia di meno di 2 anni, gran parte dei quali, senza il riscatto e l’accesso alla quota 100, sono coperti dall’indennità di disoccupazione.

A mio avviso la strada maggiormente conveniente economicamente è quella di fruire dell’intera Naspi spettante e di accedere al compimento dei 67 anni alla pensione di vecchiaia investendo, se lo desidera, i soldi che dovrebbe destinare al riscatto della laurea in una pensione integrativa che, al compimento dell’età necessaria le garantirebbe una somma aggiuntiva sulla sua pensione obbligatoria.

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