Pensione, di quanto aumenta se lavoro un anno in più?

Lorenzo Rubini

31 Ottobre 2021 - 19:19

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Continuare a lavorare conviene ai fini dell’assegno pensionistico? E quanto incide sulla pensione un anno in più di lavoro?

Pensione, di quanto aumenta se lavoro un anno in più?

Molti sono i lavoratori che, pur avendo raggiunto i requisiti per accedere alla pensione, sono indecisi sulla scelta da compiere: andare in pensione subito o continuare a lavorare per incrementare l’assegno previdenziale? E quanto incide un anno di lavoro in più sulla pensione?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buonasera, sono un lavoratore che ha raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contributi questo mese. Non vorrei ancora andare in pensione e vorrei continuare a lavorare, ma ovviamente la scelta dipende anche da un fattore economico. Ora ho 59 anni e vorrei attendere per il pensionamento il prossimo anno versando più di un anno di contributi per compiere i 60 anni di età. Quanto guadagnerei sulla mia pensione considerando che ho una retribuzione annua di 32mila euro?”

Pensione: di quanto aumenta?

Ad aumentare l’importo di una pensione non è solo il numero di anni di contributi maturato ma anche l’età di accesso e la retribuzione sulla quale sono calcolati i contributi versati.

Nel suo caso continuare a lavorare per un anno porterebbe ad un incremento della pensione sicuramente. Ma possiamo farle un calcolo solo sulla quota contributiva della pensione e non su quella retributiva (che richiede la conoscenza anche di altri fattori).

Per quel che riguarda la quota contributiva il calcolo della sua pensione potrebbe contare su 10560 euro in più di contributi versati nell’anno di lavoro che intende fare.

Applicando a questi contributi il coefficiente di trasformazione relativo ai 60 anni (4,515%) si avrebbe un aumento della quota contributiva della pensione annua di 476 euro circa (36 euro al mese).

Deve considerare che andando in pensione un anno prima, poi, non solo dovrebbe decurtare la pensione dei 36 euro mensili portati dai mesi in più lavorati ma si dovrebbe applicare al suo montante contributivo un coefficiente di trasformazione meno favorevole, quello relativo ai 59 anni (4,399%). Su un montante contributivo consistente come quello che sicuramente lei avrà maturato la differenza è tangibile.

Poniamo l’esempio di un lavoratore che ha maturato un montante contributivo di 350mila euro: applicando il coefficiente di trasformazione dei 59 anni avrebbe diritto ad una pensione di circa 1184 euro al mese per 13 mensilità. Applicando il coefficiente relativo ai 60 anni (e senza considerare i contributi in più versati) a parità di contributi e con lo stesso montante contributivo di 350mila euro la pensione spettante sarebbe di 1215 euro mensili per 13 mensilità.

La pensione, quindi, attendendo un solo anno aumenterebbe di 31 euro senza versare alcun contributo. Se si considera, poi, che lei intende continuare anche a lavorare l’aumento sarebbe quasi di 80 euro mensili (lordi).

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