Pensione anticipata e lavoro: quale cifra non intacca l’assegno?

E’ possibile riprendere a lavorare dopo la decorrenza della pensione senza correre il rischio che venga intaccato l’assegno previdenziale percepito?

Pensione anticipata e lavoro: quale cifra non intacca l'assegno?

Il lavoro dopo la pensione è possibile poiché quasi tutte le misure previdenziali prevedono l’intero cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione. Con l’eccezione della misure che prevedono l’espresso divieto di cumulo (si pensi, ad esempio, alla quota 100 che vieta il cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione con l’eccezione dei redditi derivanti dal lavoro autonomo occasionale nel limite dei 5000 euro annui) nella generalità dei casi il lavoro dopo la pensione è ammesso.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve chiedo info per lavoro dopo pensione. Essendo andato in pensione il 1/12/2019 dopo 43.1 anni avendo iniziato nel 1976 sono andato calcolando sia retributivo che contributivo, mi sono chiesto avendone la possibilità di lavorare ancora, con sistema di chiamata in pratica al bisogno con ore variabile. Volevo sapere se c’è un limite di cifra da non superare oltre la quale mi tolgono una parte della pensione, oppure può essere qualsiasi cifra e non va intaccare la mia pensione, leggendo certi commenti mi sembrava di capire che non va ad intaccare la pensione e che non ci sono cifre specifiche che non si possono superare, se cortesemente mi spiegate più in dettaglio come è la situazione non vorrei riprendere a lavorare per poi vedermi decurtare l’assegno pensionistico, grazie attendo una vostra risposta saluti ”

Lavoro dopo la pensione, limiti di reddito?

La scelta di un pensionato di riprendere il lavoro dopo la quiescenza, sia essa dettata da motivi economici o da noia, è quasi sempre lecita.

Come abbiamo anticipato in apertura di articolo, infatti esistono delle misure che vietano (pena la sospensione della pensione) di riprendere l’attività lavorativa dopo il pensionamento. Ma nella maggior parte dei casi non vi sono vincoli o paletti.
Come nel suo caso che ha avuto accesso alla pensione anticipata (che richiede per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contributi).

Dal gennaio 2009, infatti, tutti i vincoli per il lavoro dopo la pensione sono venuti a cadere.

E’ bene tenere presente, per chi decide di riprendere a lavorare dopo la pensione, che i contributi sono sempre obbligatori e anche il pensionato che lavora è tenuto a versarli. In ogni caso decorsi 5 anni dal pensionamento (per chi ha raggiunto i 67 anni anche dopo 2 anni) è possibile richiedere un ricalcolo della pensione spettante tenendo conto anche della nuova contribuzione versata.

Per rispondere ai suoi dubbi, quindi, non esiste una cifra limite da non superare e il lavoro dopo la pensione non va ad intaccare in nessun modo l’assegno previdenziale spettante. Resta inteso, però, che poi le tasse andranno pagate sul cumulo del reddito da lavoro sommato a quello da pensione.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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