Pensione a 62 anni: viene applicata penalizzazione del 2 o 3%?

Le molte ipotesi di riforma previdenziale che stanno circolando nelle ultime settimane stanno spaventando i futuri pensionati. Cerchiamo di fare chiarezza.

Pensione a 62 anni: viene applicata penalizzazione del 2 o 3%?

La riforma previdenziale è il tema più discusso del momento grazie anche alla ripresa dei tavoli di confronto tra esecutivo e parti sociali a partire dallo scorso 16 settembre. Le ipotesi messe in campo, e diffuse prontamente dai media, riguardano però due tempistiche sostanzialmente differenti.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve mi chiamo Ezio, purtroppo sono un cittadino italiano perché da quanto leggo circa la possibilità di anticipazione pensionistica, sia i sindacati (che dovrebbero difendere i lavoratori, vedi anche accettazione passiva della legge Fornero) sia il governo, non hanno ben chiaro che LAVORATORE significa che un individuo ha lavorato e che dopo anni di versamenti di contributi, dovrebbe potersi godere un meritato riposo e di non essere costretto ad alimentarsi tra i cassonetti dei rifiuti.

Scusate lo sfogo, la mia situazione e’ la seguente: Compio 62 anni ad Aprile 2021 e 40 anni di contributi a Giugno 2021, si parla di Quota 100 senza penalizzazioni, ma dal sito INPS vedo che potrei andare in pensione ad Agosto 2021 con il 72,46 % dello stipendio (ad oggi, perché ogni mese mi collego e la percentuale diminuisce) e questa per me e’ già una grossa penalizzazione. Si sta parlando di cancellare Quota 100 o di farla arrivare alla fine naturale scadenza del 2021 con una penalizzazione del 2 o 3 % per ogni anno che manca fino al compimento 67 anni di eta’. Vorrei capire se questa sarebbe una ulteriore decurtazione della pensione che si aggiungerebbe alla penalizzazione rispetto allo stipendio ?”

Pensione a 62 anni e penalizzazioni

Purtroppo bisogna accedere alla pensione con la consapevolezza che anche senza penalizzazioni l’assegno spettante non sarà pari all’ultimo stipendio ricevuto. Anche perchè la pensione si calcola sul montante contributivo e non sull’ultima retribuzione.

In ogni caso la quota 100 non prevede penalizzazioni anche se, accedendo al pensionamento a 62 anni il coefficiente di trasformazione applicato al montante contributivo e lievemente più basso rispetto a quello che sarebbe applicato se si accedesse con 67 anni di età. Ma questa non deve essere considerata una penalizzazione anche se è lo scotto da pagare per l’anticipo pensionistico (si pensi solo che per ogni età il coefficiente di trasformazione cambia).

Per quel che riguarda, invece, la penalizzazione del 2 o 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni di cui lei accenna, si tratta di una ipotesi che potrebbe essere applicata alla misura che andrà a sostituire la quota 100 dal 1 gennaio 2022.

Il tavolo di confronto tra governo e parti sociali, infatti, sta procedendo esaminando le misure che saranno, poi, introdotte in tempi diversi: da una parte le misure da inserire d’urgenza nel pacchetto previdenziale della legge di Bilancio 2021 e che, in teoria saranno in vigore dal prossimo anno (la proroga dell’opzione donna e la proroga dell’Ape sociale, per esempio).

Dall’altra parte si studia la misura che dovrà offrire una maggiore flessibilità alla scadenza della quota 100 ed in alcune delle ipotesi avanzate si è pensato all’applicazione di una penalizzazione percentuale per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni. In ogni caso se queste ipotesi dovessero essere applicate non andrebbero a pesare su chi si pensiona nel 2021 con la quota 100, ma solo a partire dal 2022 sulla nuova misura introdotta.

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Argomenti:

Pensione Quota 100

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