Pensione a 62 anni nel 2022: quali possibilità?

Lorenzo Rubini

24 Maggio 2021 - 18:04

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Molte ipotesi avanzate per le misure della riforma pensioni 2022, ma sono ipotesi per ora e nessuno può dire se e quali verranno attuate.

Pensione a 62 anni nel 2022: quali possibilità?

Moltissimi lettori ci stanno contattando per capire quali sono le possibilità di pensionamento che avranno il prossimo anno, dopo la scadenza della quota 100. Le ipotesi avanzate fino ad ora, infatti, fanno sperare nella possibilità di potersi continuare a pensionare a 62 anni. Vediamo le certezze che si hanno rispondendo alle domande di diversi lettori di Money.it che ci hanno scritto:

Pensione a 62 anni 2022

E’ bene precisare subito che tutte le ipotesi fino ad ora avanzate per la riforma pensioni 2022 sono, appunto, solo ipotesi e proposte. Il governo non ha preso una decisione al riguardo e molto probabilmente se una riforma delle pensioni deve esserci sarà inserita nella prossima legge di Bilancio.

Sicuramente alla scadenza della quota 100, fissata per il prossimo 31 dicembre, ci sarà bisogno di una nuova flessibilità in uscita ma nulla ci garantisce che questa possa essere consentita ancora, con la possibilità di pensionamento a 62 anni.

Quello che sappiamo con certezza per il pensionamento 2022 è che rimarranno in vigore la pensione di vecchiaia a 67 anni e con 20 anni di contributi e la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne.

Sappiamo con certezza, poi, che resterà in vigore la quota 41 per lavoratori precoci e la pensione anticipata contributiva a 64 anni, consentita solo a chi ha contributi maturati a partire dal 1996. Il resto sono solo proposte per le quali, per avere una certezza al riguardo, sarà necessario attendere l’autunno e la nuova legge di Bilancio.

Diverse sono state le voci che vogliono una nuova proroga, rinforzata, dell’Ape sociale e dell’opzione donna. La pensione a 62 anni, attualmente, è stata proposta (quindi anche in questo caso è solo un’ipotesi) dal presidente dell’INPS Pasquale Tridico ma la misura non piace ai sindacati visto che prevede, a 62 anni, la liquidazione della solo quota contributiva della pensione (e quindi solo per la parte di contributi maturati a partire dal 1996) mentre per la quota retributiva, chi anticipa, dovrà attendere il compimento dei 67 anni.

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