Il Papa americano rompe gli equilibri e apre una frattura profonda tra cattolici ed evangelicali negli Stati Uniti.
Per mesi, il pontificato di Papa Leone XIV è stato letto attraverso una categoria rassicurante: la sobrietà. Dopo l’iper-esposizione mediatica di Papa Francesco, il primo papa americano sembrava voler incarnare una figura quasi notarile, prudente, calibrata, allergica alle polarizzazioni. Un pontefice più incline al “suppongo” che al proclama, più interessato all’unità ecclesiale che allo scontro politico.
Quella lettura, oggi, appare superata.
La guerra in Iran – e più in generale il riemergere di conflitti a sfondo religioso o civilizzazionale – ha costretto Leone XIV a uscire dalla sua comfort zone diplomatica. Non è tanto la sua condanna del conflitto a colpire: ogni papa moderno, da Giovanni Paolo II in poi, ha espresso posizioni analoghe. È il tono, semmai, ad aver segnato una discontinuità. Più diretto, più morale, meno mediatore. E soprattutto, più politico. [...]
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