Pagamenti digitali: un settore a prova di trade war

In una fase complessa di mercato, il settore dei pagamenti digitali ha continuato a registrare nuovi massimi, con Visa e Mastercard che restano i principali players

Pagamenti digitali: un settore a prova di trade war

Dagli inizi del mese di maggio ad oggi, l’aumento delle tensioni commerciali ha determinato un incremento della volatilità nel comparto azionario.

Gli Stati Uniti non hanno nulla da guadagnare con la guerra commerciale che sta combattendo a colpi di dazi contro la Cina: anche perché i danni non saranno tanto sofferti dall’economia cinese, ma da quella statunitense.

Questo l’ennesimo accorato appello che ieri oltre 600 aziende statunitensi hanno lanciato a Donald Trump con una lettera inviata alla Casa Bianca per porre rimedio alle tensioni commerciali in corso.

«Continuiamo a essere preoccupati per l’escalation della guerra commerciale. I dazi ampiamente imposti non sono uno strumento efficace per cambiare le pratiche commerciali ingiuste adottate dalla Cina. I dazi sono tasse pagate direttamente dalle aziende americane, non dalla Cina».

La missiva è l’ultima scritta da Tariffs Hurt the Heartland, associazione che ha lanciato una campagna nazionale contro le tariffe e che vede la partecipazione attiva di più di 150 gruppi commerciali che rappresentano gli interessi dell’agricoltura, del settore manifatturiero, dei comparti retail e tecnologici.

L’allarme è accompagnato da alcune stime ben precise: se l’amministrazione Trump decidesse di dar seguito alle sue minacce, imponendo dazi aggiuntivi del 25% su altri prodotti importati dalla Cina per un valore di 300 miliardi di dollari, oltre alle tariffe già imposte, gli Stati Uniti rischierebbero di vedere azzerati più di 2 milioni di posti di lavoro. «L’escalation della guerra commerciale non è nel migliore interesse del paese, ed entrambe le parti perderebbero», si legge nella missiva.

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Pagamenti digitali: un settore a prova di trade war

In una fase complessa di mercato, il settore dei pagamenti digitali ha continuato a registrare nuovi massimi, con Visa e Mastercard che restano i principali players del settore. Nel complesso, l’esposizione al mercato dei pagamenti digitali si è dimostrata una scelta decisamente remunerativa.


Andamento di Visa e Mastercard, grafico lineare dal gennaio 2018 (normalizzato base 100). Fonte: Bloomberg

«Sul piano dei rendimenti, Mastercard ha leggermente sovraperformato Visa nell’ultimo anno. Sul piano della crescita, sia Visa che Mastercard sono cresciute nella stessa misura», commenta Edoardo Fusco Femiano, Market analyst per eToro.

Sul piano industriale, quando si confrontano l’utilizzo di carte di debito e di credito, la maggior parte dei pagamenti contactless (85%) viene effettuata tramite carte di debito, stando al Financial Times.

Ciò detto, la crescita delle transazioni sulle carte di debito Visa (13%) ha superato quella delle transazioni su quelle di credito (9%) nell’ultimo anno. Inoltre, la quota di mercato di Visa per le carte di credito supera di gran lunga Mastercard di quasi il 53%, con una quota del 22% per quest’ultima.

Transazioni con carta di credito in crescita fino al 2024

«Quando si considera il futuro delle transazioni con carta di credito, si prevede che il mercato vedrà un’elevata crescita fino al 2024, fino a 69,5 miliardi di dollari rispetto ai 39,3 miliardi di dollari di quest’anno. Questo implica una crescita media del 10,4 percento all’anno», prosegue l’esperto.

Mentre le carte di debito stanno aumentando in diffusione, le carte di credito sono ancora preferite per gli acquisti di maggior valore e, di conseguenza, si prevede che avrà maggiore impatto sul mercato dei pagamenti digitali. Ricordiamo che anche Amazon sta cercando di entrare nel mercato delle carte di credito.

«Visa sembra mostrare buone performance in entrambi i mercati delle carte di credito e di debito, e ha mostrato una solida crescita dei volumi di pagamento totali. Per queste ragioni, una valutazione più bassa rispetto a Mastercard, in base al rapporto Prezzo/Utili, rende il titolo più attraente rispetto al primo», conclude Edoardo Fusco Femiano, Market analyst per eToro.

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