Nel mondo dei motori si parla tanto dell’imminente fusione tra il gruppo Fiat Chrysler Automobiles e i francesi di PSA. Questa fusione darà origine al quarto gruppo automobilistico al mondo che si chiamerà Stellantis e sarà inferiore come dimensioni solo ai gruppi Volkswagen, Toyota e Nissan/Renault.

PSA ha acquistato Fiat Chrysler?

Le due aziende hanno fino ad ora sempre parlato di fusione alla pari, ma secondo Automotive News le cose potrebbero non essere esattamente così. Infatti di recente è stato presentato il prospetto di quotazione in Borsa per Stellantis.

Questo è stato inviato al Mercato Telematico Azionario da Fiat Chrysler. In questo prospetto non si parla di fusione alla pari come invece spesso dicono FCA e PSA ma c’è scritto che è Peugeot che sta acquistando Fiat Chrysler Automobiles.

La fusione alla pari di FCA e PSA forse tanto alla pari non è

Ai fini contabili dunque sono i francesi ad acquistare il gruppo italo americano e la cosa non sembra una coincidenza. Infatti ricordiamo che altri indizi che fanno pensare che questa fusione alla pari in realtà tanto alla pari non sia sono la nomina dell’attuale numero uno di PSA, Carlos Tavares a CEO del nuovo gruppo e il fatto che PSA nominerà 6 membri del consiglio d’amministrazione contro i 5 di Fiat Chrysler Automobiles.

Ricordiamo che la nascita di Stellantis dovrebbe avvenire entro la fine del primo trimestre del 2021. Il Presidente del gruppo sarà John Elkann.

Exor che controlla FCA sarà il primo azionista con il 14,4 per cento anche se la somma delle azioni della famiglia Peugeot, dello Stato Francese e dei soci cinesi, il gruppo Dongfeng, insieme supera il 19 per cento. Il nuovo gruppo avrà ben 14 marchi nel suo portafoglio. Da questa fusione le due aziende risparmieranno oltre 4 miliardi di euro l’anno in costi.

La smentita di Fiat Chrysler

A proposito di quanto evidenziato da Automotive News, un portavoce di Fiat Chrysler ha affermato: «Come abbiamo sempre chiarito, Stellantis sarà il risultato di una combinazione 50:50 di FCA e Groupe PSA». Si tratterebbe dunque di una questione prettamente burocratica dato che le regole IRFS3 non prevedono il 50/50.