Quanti soldi si risparmiano con il cambio d’ora legale?

Quanto si risparmia con il passaggio all’ora legale? È davvero conveniente spostare le lancette avanti e indietro due volte l’anno?

Quanti soldi si risparmiano con il cambio d'ora legale?

A cosa serve il cambio dall’ora solare all’ora legale e quanti soldi si risparmiano? Sono queste le domande che, due volte l’anno, ricorrono nella mente degli italiani.

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo, più precisamente alle ore 02:00, avverrà l’atteso passaggio dall’ora solare a quella legale e tutti gli italiani saranno costretti a dormire un’ora in meno.

Sono in molti, però, a chiedersi a cosa serve spostare le lancette avanti e indietro di un’ora, ma soprattutto quanti soldi si risparmiano tramite questa operazione, addirittura osteggiata da alcuni membri del Parlamento europeo.

Cambio ora legale: quanto si risparmia?

Le origini del cambio tra ora solare e ora legale risalgono a Benjamin Franklin, il primo a chiedersi come risparmiare sull’utilizzo delle candele. Vale innanzitutto la pena di notare come i benefici del risparmio energetico riguardino soltanto l’ora legale in quanto con il passaggio alla solare (quella invernale per intenderci) si perde un’ora di luce e il consumo di energia elettrica non fa che aumentare.

È possibile quantificare l’entità del risparmio energetico determinato dall’ora legale? Assolutamente sì. In passato è stata Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, a dare una misura di quanti soldi si risparmiano con il cambio dall’ora solare all’ora legale.

Il passaggio all’ora legale avverrà il prossimo 31 marzo, quando gli italiani sposteranno le lancette un’ora avanti in modo da guadagnare 60 minuti di luce con il già citato obiettivo di ridurre i consumi elettrici.

Stando allo studio di Terna condotto su dati del 2016, da marzo fino a novembre dello stesso anno l’Italia ha risparmiato circa 573 milioni di kilowattora (contro i 550 milioni del 2015) grazie all’ora legale. Il numero ha espresso il consumo medio di 210.000 famiglie italiane, per un controvalore di 90 milioni di euro circa.

Secondo l’azienda di energia elettrica il miglior risparmio si è registrato a marzo e ottobre, mentre è stato meno evidente nei mesi estivi dato che in quel periodo le giornate sono più lunghe e i risultati in termini di risparmio sono meno marcati.

Se da marzo ad ottobre 2016 l’Italia ha risparmiato più di 90 milioni di euro, dal 2004 al 2017 l’ora legale ha permesso agli italiani di tenere in tasca quasi 1,5 miliardi di euro, corrispondenti a circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora.

Si risparmia sempre meno

Come ha fatto notare la già citata Terna, nel corso degli ultimi anni il risparmio derivante dal cambio dell’ora è diminuito. Nel 2017, infatti, i kilowattora risparmiati sono stati 567 milioni e si sono confrontati con i 573 dell’anno precedente. Fino a dieci anni fa, invece, si viaggiava sull’onda dei 640 milioni.

Ha pesato in tal senso il crescente utilizzo dei condizionatori durante i mesi più caldi dell’anno, un elemento che ha dunque compensato gli effetti benefici del cambio di ora legale.

Se a ciò si aggiunge poi il costante uso di elettricità negli uffici pubblici e privati, si realizza come il risparmio dal cambio sia effettivo soltanto per i consumatori e per l’ambiente.

In linea di massima, comunque, per il cambio d’ora legale si stima un risparmio energetico dello 0,2%, per una media di circa 100 milioni di euro ogni anno.

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