Officina Stellare: IPO col botto sull’AIM di Borsa Italiana

Francesca Caiazzo

26 Giugno 2019 - 13:49

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L’IPO di Officina Stellare è un successo: il titolo balza al 66%. I proventi serviranno per investimenti finalizzati alla crescita.

Non poteva andare meglio: Officina Stellare debutta col botto sull’AIM di Borsa Italiana. Le azioni della società di Sarcedo hanno fatto il boom registrando una crescita del 66% in poche ore, con il prezzo lievitato da 6 a 10 euro. Per tale motivo il titolo è stato anche sospeso per eccesso di rialzo e al momento della scrittura il guadagno si attesta al 63,27% a 9,80 euro per azione.

L’IPO di Officina Stellare era attesa da quando l’azienda che produce telescopi e strumentazione ottica e aerospaziale di alta qualità aveva annunciato in suo ingresso a Piazza Affari, nel mercato dedicato alle Piccole e Medie Imprese che puntano a crescere.

L’IPO col botto di Officina Stellare

Officina Stellare ha iniziato la quotazione attraverso il collocamento di 866.749 azioni ordinarie corrispondenti a un controvalore di circa 5,2 milioni di euro, con un flottante iniziale del 15,75%.

La brillante performance della debuttante rafforza la convinzione che ha spinto i vertici della società vicentina verso l’IPO.

L’obiettivo della nuova avventura della quotazione in Borsa ha per Officina Stellare un obiettivo ben preciso, come aveva dichiarato di recente Giovanni Dal Lago, ceo e co-fondatore di Officina Stellare:

“Rafforzare il nostro posizionamento per imporci a livello internazionale quale Space Factory di riferimento, dotata internamente di tutti gli strumenti necessari a rispondere in modo efficace alle richieste della New Space Economy”.

Raccogliere nuovo capitale

In quest’ottica, appare chiaro che Officina Stellare voglia crescere e voglia farlo anche in tempi rapidi, per mantenere, anzi rafforzare, il “ruolo di leadership nel mercato della New Space Economy”.

Per farlo serve nuovo capitale e da qui l’ingresso sull’AIM di Borsa Italiana. È sempre Dal Lago a spiegare come saranno utilizzati i proventi dell’Ipo:

“Saranno destinati a nuovi importanti investimenti per incrementare la capacità produttiva, rafforzare il nostro impegno nella ricerca e nell’innovazione, e per supportare il marketing e la nostra strategia di crescita, sia organica che per linee esterne”.

Gli hanno fatto eco le parole di Gino Bucciol, responsabile Business Development di Officina Stellare, che a margine della cerimonia di quotazione ha specificato:

“Le azioni di marketing sono importanti e passeranno anche attraverso aperture di filiali all’estero, ma il focus principale è quello di far crescere l’azienda con nuovi macchinari, l’incremento delle risorse umane”.

Un percorso di crescita già avviato

Officina Stellare il suo percorso di crescita lo ha già avviato da qualche anno. I risultati finanziari parlano chiaro: i ricavi della società fondata nel 2009 da Riccardo Gianni(presidente), Giovanni Dal Lago e Gino Bucciol sono lievitati da 2,1 milioni del 2016 a quasi 5 milioni nel 2018. Non solo: nel 2019 si prevede che la cifra raggiunga gli 8 milioni di euro.

L’azienda che ha sede a Soredo, in provincia di Vicenza, si occupa della produzione di telescopi e strumentazione ottica e aerospaziale di altissimo livello ed è diventata un punto di riferimento nel settore a livello mondiale.

Tra i suoi maggiori clienti? L’US Air Force, l’Aeronautica Italiana, Leonardo, il Massachusetts Institute of Technology e l’università di Princeton.

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