Nuovo reclutamento docenti 2017: come funziona il tirocinio diretto e indiretto del FIT?

Federica Ponza

19 Aprile 2017 - 13:20

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La riforma del reclutamento insegnanti ha introdotto il FIT che prevede lo svolgimento sia del tirocinio diretto che di quello indiretto, ma anche la valutazione al termine di esso. Ecco come funziona.

La riforma delle modalità di reclutamento dei docenti, introdotta con l’approvazione dei decreti attuativi della legge 107/2015, ha apportato dei cambiamenti sostanziali nel percorso per diventare insegnanti di scuola secondaria di I e II grado, tra i quali vi è l’introduzione del FIT, il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

Il Miur, inoltre, ha stabilito che durante il percorso di formazione iniziale l’aspirante docente dovrà svolgere sia il tirocinio diretto che il tirocinio indiretto, entrambi sottoposti ad una valutazione finale.

Il FIT è un percorso triennale a cui l’aspirante docente può accedere dopo aver superato il concorso scuola e che porta all’immissione in ruolo.

Questo nuovo percorso di formazione prevede una selezione visto che gli aspiranti insegnanti nel corso dei tre anni dovranno superare degli esami intermedi e finali.

Ma qual è la differenza tra il tirocinio diretto e quello indiretto? E come funziona la valutazione? Ve lo spieghiamo in questo articolo.

Nuovo reclutamento docenti: come funziona il tirocinio FIT?

Come abbiamo detto, il percorso FIT è triennale e selettivo: per essere ammesso al secondo anno, infatti, l’aspirante docente dovrà aver conseguito il diploma di specializzazione per l’insegnamento secondario o il diploma in pedagogia e didattica speciale per il sostegno; mentre sia alla fine del secondo anno che del terzo anno è previsto un esame che nel primo caso permetterà l’accesso all’anno successivo, nel secondo sarà conclusivo del percorso.

Durante il percorso FIT, inoltre, gli aspiranti insegnanti dovranno svolgere sia il tirocinio diretto che il tirocinio indiretto.

L’aspirante docente, durante lo svolgimento del tirocinio, dovrà essere affiancato da un tutor scolastico, un tutor coordinatore e un tutor universitario.

Il tirocinio diretto verrà svolto presso le scuole accreditate dal Miur e una scuola polo coordina le istituzioni scolastiche accreditate che fanno parte dello stesso ambito territoriale.

Esso comprende attività di osservazione, analisi e progettazione, oltre a successive attività di insegnamento e funzionali all’insegnamento. Tutto ciò avviene sotto la guida del tutor scolastico - scelto tra i docenti della scuola in cui si effettua il tirocinio - e in collaborazione con il tutor coordinatore.

Il tirocinio indiretto, invece, si svolge presso le Università e le Istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica) e comprende attività di progettazione, discussione e riflessione delle attività svolte durante il tirocinio diretto. Questo secondo tirocinio viene svolto in ottica valutativa, individuando punti di forza e debolezza e ciò che deve essere potenziato.

In questo caso, l’aspirante docente sarà affiancato da un tutor universitario o accademico - un professore scelto tra quelli dell’istituzione in cui si svolge il tirocinio - e sempre in collaborazione con un coordinatore.

Nuovo reclutamento docenti: valutazione del tirocinio

Come abbiamo detto, i due tipi di tirocinio sono sottoposti a valutazione e devono essere svolti obbligatoriamente dall’aspirante docente nel corso del percorso FIT.

Il numero di ore di tirocinio da svolgere non è ancora stato stabilito e sarà fissato con un decreto emanato dal Miur. In ogni caso, gli aspiranti docenti dovranno frequentare entrambi i tipi di tirocinio per poter portare a termine il FIT.

La valutazione finale dei tirocini, invece, sarà volta a misurare le competenze professionali sviluppate dall’aspirante docente.

Ad essere valutate saranno le competenze relative alla metodologia, agli aspetti didattici e progettuali, ma anche quelli relazionali nella classe e nella scuola.

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