Nuovo lockdown in Cina per 100 milioni di persone: il peggio non è passato

Più di 100 milioni di persone di nuovo in lockdown: succede nel nord-est della Cina, dove dopo un allentamento delle restrizioni la situazione contagi è tornata ai picchi di febbraio.

Nuovo lockdown in Cina per 100 milioni di persone: il peggio non è passato

In Cina ripiomba nell’incubo coronavirus. Un nuovo picco contagi in alcune aree ha portato a un rinnovo del lockdown dopo un allentamento delle misure restrittive.

Circa 108 milioni di persone nella regione nord-orientale del Paese sono tornate in quarantena dopo la scoperta di nuovi casi di coronavirus che ha costretto il governo a fare dietro front mentre la vita stava tornando alla normalità.

Nuovo lockdown in Cina: dopo la riapertura torna l’incubo contagi

Le città della provincia di Jilin hanno tagliato i trasporti pubblici, chiuso le scuole e messo in quarantena decine di migliaia di famiglie. I residenti di Jilin, la seconda città più grande dell’omonima provincia, dove sono stati individuati quasi 700 pazienti positivi al COVID-19, non possono lasciare la città e se viaggiano nella vicina provincia di Liaoning vengono messi in quarantena obbligatoria di 14 giorni.

Il ritorno delle misure di blocco hanno causato frustrazione e sgomento nella popolazione che pensava che finalmente il peggio dell’epidemia fosse passato.

Questa situazione sta dimostrando quanto sia fragile il processo di riapertura tanto in Cina quanto altrove, poiché il minimo accenno di nuovi contagi potrebbe portare i governi a richiudere tutto.

Il nuovo focolaio mette in luce anche come gran parte della Cina sia ancora vulnerabile al virus visto che la prima ondata è stata circoscritta per lo più alla provincia di Hubei grazie al lockdown che a gennaio ha sigillato Wuhan (dove pure sono stati segnalati nuovi casi e si teme una seconda ondata) e la regione dal resto del paese.

“La maggior parte dei cinesi al momento è ancora suscettibile all’infezione da COVID-19 poiché non ha potuto sviluppare un’immunità di gregge”, ha detto l’epidemiologo Zhong Nanshan in un’intervista alla CNN. “La nazione sta affrontando una grande sfida, e la situazione in Cina non è migliore dei paesi stranieri”.

L’origine dei nuovi focolai

Le autorità sanitarie come e da dove sia partito il nuovo cluster, ma sospettano che i pazienti possano essere entrati in contatto con i rimpatriati dalla Russia, uno dei peggiori focolai in Europa. La città di Shulan, che ha visto spuntare nuovi casi in questi giorni, è infatti al confine russo. Qui è stata ordinata la chiusura temporanea di tutti i luoghi pubblici, i residenti devono restare a casa e gli studenti sono tornati alla didattica online.

Intanto il governo di Pechino è impegnato ad affrontare le pressioni internazionali. Più di 100 paesi hanno chiesto un’indagine indipendente per capire l’origine della pandemia e valutare obiettivamente la risposta della nazione e la sua gestione dell’emergenza. Nelle scorse settimane le critiche alla Cina si sono intensificate: il governo è stato accusato di poca trasparenza e complicità con l’OMS nell’insabbiare la gravità della situazione nelle fasi iniziali.

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