Nuovo ISEE 2014: il Riccometro entrerà in vigore a giugno. Ecco le novità

Valentina Pennacchio

28 Gennaio 2014 - 17:08

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Con la pubblicazione del Dpcm n. 159/2013 sulla G.U. il 24 gennaio è iniziato l’iter per l’attuazione del nuovo ISEE 2014, il cosiddetto Riccometro, che entrerà in vigore a giugno. Ecco tutte le novità.

L’evasione fiscale è un male ben radicato in Italia, che ha un impatto negativo non solo nelle casse dello Stato, ma anche nelle tasche delle famiglie oneste. Pensate che queste ultime vengono private di almeno 2 miliardi di euro circa, il 20% dei servizi erogati in funzione dell’ISEE (come l’asilo nido o la social card).

E’ proprio per arrestare queste pratiche illegali che l’ISEE, introdotto nel 1998, è stato riformato. Il Dpcm n. 159/2013 è stato pubblicato sulla G.U. il 24 gennaio ed il provvedimento entrerà in vigore l’8 febbraio, aprendo la strada all’iter di attuazione del nuovo ISEE 2014.

I passaggi da ricordare sono due:

  • entro il 9 maggio 2014 (90 giorni dall’entrata in vigore del suddetto Dpcm) il ministero del Lavoro, di concerto con quello dell’Economia e sentito il parere dell’INPS, dell’Agenzia delle Entrate e del Garante per la protezione dei dati personali, dovrà emanare un provvedimento per definire il nuovo formato formato della dichiarazione unica sostitutiva (Dsu), il documento che dovrà essere compilato dagli interessati per accedere a determinate prestazioni. Gli erogatori dei servizi assistenziali avranno un mese per adeguarsi alle disposizioni stabilite;
  • l’8 giugno 2014 il nuovo ISEE dovrebbe essere ufficialmente operativo.

Le novità del nuovo ISEE 2014

Quali sono le novità del nuovo ISEE 2014, il cosiddetto Riccometro? Eccone alcune:

  • nucleo familiare e coniugi: è quello composto dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU. Nel decreto si stabilisce altresì che i coniugi che hanno diversa residenza anagrafica fanno parte dello stesso nucleo familiare. Qual è la residenza familiare? Viene identificata di comune accordo, viceversa è individuata nell’ultima residenza comune ovvero, in assenza di una residenza comune, nella residenza del coniuge di maggior durata. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei familiari diversi solo nei seguenti casi:
    - separazione giudiziale o consensuale;
    - quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti di cui all’articolo 708 c.p.c.;
    - quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
    - quando è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti
    civili del matrimonio per il verificarsi di uno dei casi di cui all’articolo 3 della legge n. 898/1970 e successive modificazioni;
    - quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali;
  • figli: il figlio maggiorenne non convivente con i genitori, ma a loro carico ai fini IRPEF, nel caso non sia coniugato e non abbia figli, fa parte del nucleo familiare dei genitori. Se questi ultimi appartengono a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, se a carico di entrambi, rintra nel nucleo familiare di uno dei genitori, da lui identificato;
  • situazione reddituale: viene definita in base ai redditi e alle spese riferite a ciascun componente ovvero al nucleo familiare. Il reddito di ciascun componente il nucleo familiare è ottenuto sommando le seguenti componenti:
    - reddito complessivo ai fini IRPEF;
    - redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;
    - ogni altra componente reddituale esente da imposta, nonché i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati solo nello stato estero in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni;
    - i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione IVA;
    - assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti;
    - trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
    - redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU;
    - il reddito figurativo delle attività finanziarie;
    - il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo;
  • situazione patrimoniale: determinata sommando, per ciascun componente del nucleo familiare, il valore del patrimonio immobiliare (valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercenti attività d’impresa, quale definito ai fini IMU al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU, indipendentemente dal periodo di possesso nell’anno), nonché di quello mobiliare (depositi e conti correnti bancari e postali, titoli di Stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, azioni o quote di organismi di investimento collettivo di risparmio (O.I.C.R.) italiani o esteri, partecipazioni azionarie in società italiane ed estere quotate in mercati regolamentati, partecipazioni azionarie in società non quotate in mercati regolamentati e partecipazioni in società non azionarie).

Per tutti i dettagli vi invitiamo a leggere il Dpcm n. 159/2013 relativo al «Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)».

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