Chi riapre con il nuovo DPCM: cosa cambia per Natale?

Il Governo sta riflettendo sul piano riaperture da attuare in prossimità delle feste natalizie. Bar, ristoranti, negozi, confini regionali e scuole: ecco chi riapre a Natale.

Chi riapre con il nuovo DPCM: cosa cambia per Natale?

In queste ore il Governo sta decidendo chi potrà riaprire a Natale: un piano delle riaperture, infatti, sarà indicato dal DPCM del 3 dicembre, con il quale il Governo farà anche chiarezza su cosa si potrà fare - e cosa no - durante le feste.

Un decreto con il quale verrà fatta chiarezza sulla possibile riapertura dei confini regionali, ma anche sulle regole riguardanti le attività commerciali e i servizi, compresi quelli di ristorazione. Inoltre, c’è ancora il nodo scuole da sciogliere, con il Ministro dell’Istruzione che in questi giorni sembra aver chiesto al Governo di riaprirle già prima delle festività natalizie.

L’interrogativo più importante, però, è quello che riguarda le attività commerciali e i servizi, come ad esempio bar e ristoranti: è da queste, infatti, che passa il rilancio dei consumi atteso per le feste di Natale, così da dare un po’ di respiro alla nostra economia.

A tal proposito, non mancano le anticipazioni su chi effettivamente potrà riaprire per Natale; ovviamente si tratta solamente di indiscrezioni in quanto il Governo si riserverà fino all’ultimo di cambiare la propria decisione in base all’andamento dei dati sulla situazione sanitaria in essere.

Sembra però non ci sarà - differentemente dalle voci circolate nelle scorse settimane, un alleggerimento delle attuali restrizioni. Il Governo, infatti, dovrebbe seguire la strada della massima prudenza, così da evitare che ci possa essere un libera tutti come quello che in estate ha portato a frequenti assembramenti per le strade e nei locali.

Per questo motivo, per non buttare all’aria i sacrifici fatti in queste settimane, il Governo sembra aver deciso in favore di un DPCM che in alcuni casi porterà persino ad un inasprimento delle regole attuali.

Vi anticipiamo che non è prevista la riapertura per le palestre, le piscine e gli impianti da sci: restano chiusi anche cinema e teatri. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa potrebbe cambiare dalla prossima settimana e in particolare soffermiamoci su quelle attività che hanno maggiori possibilità di riaprire.

Negozi e centri commerciali riaprono?

Ci sono buone possibilità che in prossimità dell’inizio dello shopping natalizio venga concesso ai centri commerciali di riaprire anche nei weekend. D’altronde bisognerà fare in modo di dilazionare il flusso di persone su più giornate, per evitare che vengano a crearsi assembramenti nei giorni infrasettimanali.

Ma ci saranno regole molto severe per il contingentamento agli ingressi: si potrà entrare nel limite della capienza massima consentita per ogni centro commerciale.

Per quanto riguarda i negozi, la speranza del Governo è che dalla prossima settimana non ci siano più Regioni nella zona rossa, così da poter autorizzare la riapertura di tutti gli esercizi commerciali in prossimità dell’inizio dello shopping natalizio.

Resta da capire se ci saranno permessi per quei negozi che, trovandosi in una Regione rossa, al momento devono restare chiusi.

Altra novità che si sta facendo strada nelle ultime ore è quella che prevede una proroga dell’orario di chiusura dei negozi alle ore 21:00, così da dilazionare l’affluenza.

Bar e ristoranti riaprono?

Discorso a parte per bar e ristoranti per i quali il Governo deciderà in base alla situazione sanitaria nella Regione in cui si trovano. Non dovrebbe, infatti, esserci alcuna deroga per le zone arancioni e rosse dove i servizi di ristorazione resteranno chiusi anche in prossimità delle feste di Natale e Capodanno.

E nel contempo il Governo sembra essere intenzionato ad introdurre nuove restrizioni anche per le zone gialle. Qui, infatti, per evitare assembramenti potrebbe esserci la chiusura forzata dei servizi di ristorazione anche a pranzo in tutte le giornate festive.

Le scuole riaprono a Natale?

In questi giorni in cui si è discusso del piano per le riaperture, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina avrebbe chiesto anche la ripresa delle lezioni in presenza per la scuola secondaria di II grado, almeno nelle zone gialle. Niente da fare però: almeno fino a gennaio le scuole resteranno chiuse.

I confini regionali riaprono per Natale?

Anche se c’è la volontà di far riunire le famiglie in vista delle feste di Natale, c’è comunque il rischio che riaprendo i confini regionali possano verificarsi delle situazioni che andranno a facilitare la circolazione del virus sul territorio.

Per questo motivo il Governo starebbe pensando ad un piano per riaprire i confini regionali individuando delle situazioni specifiche in cui ci si potrà spostare da una Regione all’altra. Solo in via eccezionale - ad esempio nel caso dei parenti stretti - ci si potrà spostare verso un’altra Regione. E attenzione, perché sembra che le attuali regole riguardo al divieto di spostamenti - eccetto che per motivi di salute, studio, lavoro e altre necessità - saranno estese anche alle Regioni dell’area gialla.

Per le zone gialle si parla di bloccare gli spostamenti a ridosso delle feste di Natale, verso il 20 dicembre: chi vuole spostarsi, anche solo per raggiungere la seconda casa, dovrà farlo prima di questa data.

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