Navalny, Ue e USA: “Russia responsabile, pagherà conseguenze se muore”

Mario D’Angelo

18 Aprile 2021 - 19:38

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Bruxelles e Washington chiedono il rilascio immediato di Alexei Navalny, che rischierebbe un arresto cardiaco “da un momento all’altro”.

Navalny, Ue e USA: “Russia responsabile, pagherà conseguenze se muore”

L’Unione Europea chiede il “rilascio immediato e incondizionato” di Alexei Navalny, oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin rinchiuso da febbraio in una colonia penale. Lo ha ribadito l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, Josep Borrell, in un comunicato stampa di domenica 18 aprile.

Da giorni il dissidente russo sarebbe in pericolo di vita. La dottoressa di Navalny, Anastasia Vasiljeva, ha detto che le sue condizioni stanno peggiorando visibilmente e che rischia l’arresto cardiaco “da un momento all’altro.

Ue: Russia responsabile se Navalny muore

Le autorità russe sono responsabili per la sicurezza e la salute di Navalny nella colonia penale e noi le riteniamo tali”, ha precisato Borrell paventando ritorsioni da parte del blocco.

Per il sottosegretario agli Affari europei, Enzo Amendola, le condizioni di salute di Navalny peggiorano giorno dopo giorno e non c’è più tempo. Su Twitter scrive: “Italia e Unione europea, unite nella difesa dei diritti, non resteranno spettatori”.

Una posizione, quella dell’Ue, rimarcata dagli Stati Uniti.
L’amministrazione Biden, infatti, ha detto alla Russia che se l’oppositore Navalny morirà in prigione “ci saranno conseguenze”. “Abbiamo comunicato al governo russo che ciò che accade a Navalny sotto la loro custodia è una loro responsabilità e saranno ritenuti responsabili dalla comunità internazionale”, ha fatto sapere Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale USA.

Quanto alle misure specifiche, Sullivan ha precisato che si stanno prendendo in esame una serie di risposte diverse.

Tensioni internazionali con Russia in aumento: i fronti

Aumentano di ora in ora le tensioni diplomatiche della Russia, su più fronti. C’è l’attività militare nei pressi della regione del Donbass, con USA, Regno Unito e Turchia che minacciano un intervento in difesa dell’Ucraina.

E nelle ultime ore si è consumato un nuovo incidente diplomatico con la Repubblica Ceca, che ha annunciato l’espulsione di 18 diplomatici russi per il loro presunto ruolo nelle esplosioni avvenuto in un deposito di munizioni a Vbetice nel 2014. Mosca ha convocato l’ambasciatore ceco al Ministero degli Esteri.

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