NASpI, cosa deve fare chi inizia a lavorare: obblighi e conseguenze

Simone Micocci

20 Gennaio 2022 - 12:41

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Prendi la NASpI e nel frattempo hai trovato un nuovo lavoro (oppure hai deciso di metterti in proprio): ecco un guida utile con tutte le istruzioni su cosa fare.

NASpI, cosa deve fare chi inizia a lavorare: obblighi e conseguenze

Chi prende la NASpI ha degli obblighi da rispettare nel caso in cui dovesse iniziare una nuova attività lavorativa, sia se come lavoratore dipendente che da autonomo.

D’altronde la NASpI è un’indennità legata allo stato di disoccupazione della persona, e quindi questa potrebbe anche essere revocata al percettore che trova un nuovo lavoro.

Per non farsi trovare impreparati, e rischiare che in un secondo momento ci sia l’obbligo di restituire la NASpI goduta illecitamente, è bene sapere cosa fare quando si trova lavoro subordinato durante il periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione, o comunque nel caso in cui si decida di avviare un’attività come lavoratore autonomo.

Cosa succede alla NASpI se si trova un nuovo lavoro

Per il beneficiario della NASpI che trova lavoro gli obblighi variano a seconda della tipologia del contratto di lavoro sottoscritto. È bene specificare, infatti, che trovare un nuovo impiego non significa che automaticamente si perde lo stato di disoccupazione.

Con il decreto legge 4/2019, lo stesso con cui è stato istituito il Reddito di cittadinanza, è stato infatti reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupato.

Nel dettaglio, lo stato di disoccupazione resiste sì in tutto il periodo in cui la persona non svolge attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo, ma anche quando pur avendo iniziato un nuovo lavoro si resta al di sotto di determinate soglie di reddito:

  • 8.145,00€ annui per il lavoro dipendente;
  • 4.800,00€ annui per il lavoro autonomo.

Per determinare se il reddito da lavoro è entro la suddetta soglia si effettua un calcolo prospettico di quanto percepito dalla nuova attività. Ebbene, anche per determinare cosa fare nel caso in cui si inizia un nuovo lavoro durante il periodo di godimento della NASpI bisogna fare delle considerazioni sul reddito prospettico percepito e sulla durata del rapporto di lavoro.

Nel dettaglio, la NASpI si sospende in caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore ai 6 mesi. Questa viene sospesa d’ufficio, salvo il caso in cui:

  • il beneficiario della prestazione effettua la comunicazione - entro 30 giorni dall’avvio della stessa - del reddito annuo presunto ai fini del cumulo. Bisogna quindi moltiplicare la retribuzione mensile per 12 mensilità, indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro.;
  • tale reddito deve essere inferiore alla soglia degli 8.145,00€ annui.

Decade, invece, qualora il beneficiario della NASpI inizi un’attività di lavoro subordinato di durata superiore a 6 mesi, o a tempo indeterminato, senza comunicare all’INPS il reddito presunto entro il 30° giorno dall’inizio del rapporto di lavoro.

Cosa deve fare chi trova un nuovo lavoro mentre prende la NASpI

È sempre consigliato, dunque, inviare all’INPS una comunicazione di variazione utilizzando il cosiddetto modello NASpI-Com. Con tale comunicazione si va a segnalare all’INPS il reddito percepito da tale attività, e l’Istituto potrà quindi valutare se esistono i presupposti per:

  • ridurre l’importo della NASpI dell’80% del reddito previsto da tale attività, rapportato al periodo di tempo che intercorre tra la data d’inizio del contratto di lavoro subordinato e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità, o - se antecedente - alla fine dell’anno;
  • sospensione della NASpI;
  • decadenza della prestazione.

Inoltre, attenzione a eventuali accrediti riferiti a periodi successivi a quelli in cui avete trovato lavoro. Potrebbe succedere, infatti, che non ne abbiate diritto e che dunque l’INPS vi chiederà la restituzione delle somme indebitamente percepite in un secondo momento. Accertatevi, prima di spendere una tale somma, qual è il periodo a cui questa fa riferimento.

Cosa succede alla NASpI se si avvia un’attività come lavoratore autonomo

Gli stessi obblighi valgono per il percettore di NASpI che avvia un’attività di lavoro autonomo durante il godimento dell’indennità.

A tal proposito, le conseguenze sono le seguenti:

  • attività svolta in forma autonoma che genera un reddito annuo inferiore alla soglia dei 4.800,00€: la NASpI si riduce dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno;
  • attività svolta in forma autonoma con reddito annuo superiore alla soglia dei 4.800,00€: la NASpI decade.

Cosa fare se si un’attività di lavoro autonomo mentre si prende la NASpI

In tal caso vale sempre la stessa regola: comunicare all’INPS la variazione della condizione lavorativa utilizzando il suddetto modello NASpI-Com. Contrariamente, infatti, anche qualora il reddito presunto dovesse essere inferiore ai 4.800,00€ e quindi si avrebbe diritto alla sospensione della NASpI, l’indennità di disoccupazione verrebbe comunque revocata.

Si ricorda poi che gli iscritti alla Gestione Separata, e coloro che svolgono attività autonoma, dovranno dichiarare il reddito annuale presunto ogni anno.

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