Mutui nel 2015, l’Euribor diventa negativo: cosa cambia nella rata e cosa fare in caso di rinegoziazione

Simone Casavecchia

21 Gennaio 2015 - 14:29

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L’Euribor passa al -0,002% e diventa negativo, cosa cambia per le banche e, soprattutto per i mutui a tasso variabile? Il TAN sarà davvero ridotto come, almeno in teoria, dovrebbe avvenire?

Sull’onda lunga del rialzo del franco arrivano anche gli effetti sull’Euribor che, per i prestiti interbancari a un mese, passa al -0,002% toccando un valore negativo. L’Euribor è un valore che indica il tasso d’interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee. Si tratta di un tasso di riferimento che viene ricalcolato e aggiornato di giorno in giorno, dal momento che è utilizzato come tasso medio applicato nelle operazioni che i principali istituti di credito effettuano con altre banche (mercato intebancario) per operazioni a breve termine (di una, due o tre settimane e da uno a dodici mesi).

L’euribor, il cui calcolo si basa solo sulle dichiarazione rilasciate da figure di rilievo dei principali istituti di credito e non sulle transazioni reali, non è un indice rilevante solo per i prestiti interbancari ma anche per i mutui. La rata dei mutui a tasso variabile, varia al variare dell’Euribor, dal momento che è agganciata ad esso e il fatto che il costo dei prestiti interbancari a 1 mese sia passato al -0,002% potrebbe avere conseguenze non solo per le banche ma anche per chi ha un mutuo acceso e per chi decide di richiederlo.

Come si calcola la rata del mutuo?
La rata del mutuo a tasso variabile viene in genere ricalcolata di mese in mese, applicando alla parte di mutuo dovuta per un mese il TAN (tasso annuo nominale), ovvero il tasso d’interesse che, in questo caso (mutui a tasso variabile) è formato da una quota fissa e da una variabile. La prima è rappresentata dallo spread sul mutuo stesso, un interesse stabilito dalla banca stessa al momento in cui il prestito è stato concesso, che rappresenta il guadagno lordo dell’istituto di credito; la seconda è rappresentata dal tasso di indicizzazione, ovvero dall’Euribor che varia solo in base alla durata del prestito e non in base al capitale concesso e che, per la maggior parte dei casi, Euribor da 1 a 3 mesi, è ancora su valori positivi, allo 0,05%.
Dato che l’Euribor a un mese è diventato però negativo, quel che ci si aspetterebbe è che, andando a sommare spread e euribor, le banche sottraggano il valore assoluto dell’euribor da quello dello spread. Cosa faranno davvero le banche?

Cosa fare con mutui a tasso variabile
La possibilità che l’Euribor scendesse sotto la soglia dello zero è stata sempre considerata poco realistica e ora che questa eventualità si è concretizzata le banche si ritroverebbero ad applicare un tasso d’interesse con un spread decurtato ovvero, in altri termini, un tasso inferiore a quello previsto dal contratto di stipula del mutuo.
In tal caso le banche potrebbero decidere di non far scendere il tasso sotto il valore dello spread anche se su questa possibilità non c’è un sentire comune e occorrerà conoscere gli aggiornamenti dei contratti stabiliti dai singoli istituti di credito per conoscere l’orientamento prevalente.
I titolari di mutui già accesi dovrebbero informarsi presso la banca in cui hanno richiesto il mutuo anche se, qualora il contratto non prevedesse disposizioni diverse, bisognerebbe, almeno in teoria, continuare a sommare spread e euribor, anche quando quest’ultimo diviene negativo, dando luogo a un tasso d’interesse inferiore a quello fissato nel contratto per la quota fissa.
In ogni caso i titolari di mutui già accesi dovrebbero evitare di rinegoziare il contratto come, ragionevolmente, proporranno di fare le banche. La maggior parte dei contratti a tasso variabile sono, infatti, sprovvisti di salvagente che possano tutelare l’istituto di credito in una situazione in cui l’Euribor diventi negativo e cercheranno, presumilmente, di inserire una clausola che non faccia scendere il TAN al di sotto del valore dello spread.

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