Mondiali 2014: il Brasile non vince e non ci guadagna. Tutti i numeri (negativi) di una scelta sbagliata

Il Brasile non solo ha perso i mondiali, ma non ci ha guadagnato neanche economicamente. PIL, crescita, inflazione, occupazione dimostrano l’esatto contrario. Ecco i numeri di un errore clamoroso

Il Brasile ha perso il Mondiale 2014, e non ci riferiamo solo al calcio. Le aspettative erano altissime. Non solo quella Coppa l’avrebbe dovuta issare al cielo la Selecao, ma l’intero Paese avrebbe tratto beneficio dalla manifestazione in termini di PIL, crescita, inflazione, turismo, occupazione e in generale di tutti quei parametri che sono considerati la base dell’economia di una Nazione.

E invece no. Non solo i verdeoro hanno dovuto affrontare la più pesante sconfitta della loro storia, quel 7 a 1 contro la Germania che rimarrà nella memoria di tutti (per non parlare del 3 a 0 contro l’Olanda in semifinale che ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, tutti i limiti di una squadra allo sbando), ma il Brasile non ha tratto nessun guadagno da questi Mondiali, anzi, tenendo conto degli sgombri, delle proteste, delle polemiche e del malcontento dilagante tra la popolazione, il bilancio non può che essere negativo.

Gli sprechi brasiliani
Quando un Paese organizza un Mondiale, lo fa non solo per godersi ore e ore di calcio e campioni, ma soprattutto perché si crede che dalle spese effettuate derivino dei vantaggi economici rilevanti. Sono molti gli studi che invece dimostrano il contrario e, se questo non bastasse, i numeri del Brasile confermano la tesi appena esposta.

Il Paese sudamericano ha sborsato per questa Coppa del Mondo ben 13 miliardi di dollari (almeno). L’85% delle coperture è stato fornito dal Governo centrale e dalle Regioni. 3,85 miliardi sono serviti per costruire e ristrutturare gli stadi (più di tre volte le previsioni iniziali), strutture che in alcuni casi verranno abbandonate a se stesse e non serviranno a nulla. Perché, escludendo gli impianti di Rio De Janeiro e Sao Paulo, le cosiddette «cattedrali nella giugla» rimarranno del tutto inutilizzate. A riprova reid ciò basti pensare allo Stadio Olimpico londinese, costato al Governo 800 sterline e regalato (spendendone altri 200) al West Ham.

L’Arena Amazionia di Manaus dove ha giocato l’Italia è l’esempio perfetto: costata èiù di 400 milioni andrà ad ospitare partite di 3° e 4° serie.

Previsioni e Risultati
Ma adesso vediamo di analizzare alcuni parametri strettamente economici. Nel triennio che va dal 2010 al 2013 il Prodotto Interno Lordo brasiliano è salito del 3,4%. Le previsioni per il 2014 parlano invece di un +1,8%, mentre nel 2015 il PIL si assesterà a +2,3%. Secondo uno studio di Allianz, Brasile 2014 e Rio 2014 incideranno su questo parametro tra lo 0,1 e lo 0,2%. Insomma miliardi spesi quasi per nulla.

Parlando degli investimenti, essi sono scesi dal +6,5% tra il 2009-2013 al +2,8% nel 2014 e +4% nel 2015. Stando ai calcoli, i due eventi incideranno su questo campo dello 0,5%.

Brasile 2014 e Rio 2016 peseranno invece, e parecchio, sull’inflazione che negli ultimi anni si è assestata tra il 6% e il 6,5%. Per il 2015 si prevede un rialzo al 6,5%. Senza Mondiali il dato si sarebbe fermato al 6%.

Secondo gli esperti dunque, proteste e scioperi potrebbero continuare nel momento in cui la popolazione vedrà aumentare il costo della vita e quello dei trasporti pubblici in parallelo a tagli alla spesa sul sociale e sulla sanità (Tutte misure già attuate, tra l’altro.).

Sul fronte occupazione, i Mondiali hanno creato in 5 anni (2009-2014) 700mila nuovi posti di lavoro a fronte di una forza lavoro composta da 100milioni di persone. Praticamente nulla e si deve tener conto del fatto che sono stati tutti lavori a tempo determinato.

Ad ottobre si terranno le elezioni e sono in molti a pensare che, in vista delle presidenziali, Dilma Rousseff dovrà fare i conti con la sua scelta. Potrebbe infatti essere proprio lei la grande sconfitta di questi Mondiali.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.