Modello Certificazione Unica, errori: le correzioni entro 5 giorni per evitare sanzioni

Invio, errori, correzioni, sanzioni: le modifiche al modello di Certificazione Unica (CU) dovranno essere trasmesse entro 5 giorni pena l’applicazione di sanzioni. Il ravvedimento operoso non sarà applicabile.

Le correzioni al nuovo modello di Certificazione unica (CU) potranno essere effettuate esclusivamente entro 5 giorni dalla scadenza ordinaria fissata al 7 marzo di ogni anno.

n caso contrario l’Agenzia applicherà le ordinarie sanzioni di 100 euro per ogni comunicazione incompleta, errata o non comunicata.

Sono questi i primi chiarimenti rilasciati dall’Agenzia delle Entrate in merito alla possibilità di utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso per sanare eventuali omissioni o errori effettuati dai sostituti d’imposta nei modelli di certificazione unica, che dovranno essere trasmessi telematicamente entro il prossimo 9 marzo (la scadenza originaria è il 7 marzo ma quest’anno cade di sabato).

L’Agenzia precisa, inoltre, che per questo tipo di comunicazione l’utilizzo del ravvedimento operoso per le omesse o ritardate presentazioni dei modelli non sarà utilizzabile.

Come inviare in via telematica all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica?

Invio delle certificazioni
Il modello di Certificazione unica, ricordiamo, è destinato ad accogliere i redditi e le ritenute operate dai sostituti d’imposta nei confronti sia dei lavoratori dipendenti, che degli autonomi e sarà elemento fondamentale della nuova procedura che porterà alla dichiarazione dei redditi precompilata che l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti interessati dal 15 di aprile prossimo.

Eventuali ritardi, secondo le Entrate, non sono compatibili con i tempi previsti per il ravvedimento operoso, per correggere errori e omissioni, non consentirebbero la messa a disposizione della precompilata in tempo utile.

Proprio questo calendario così stretto, ha condizionato l’Agenzia delle Entrate a non consentire l’applicazione del ravvedimento operoso in caso di errori o ritardate presentazioni del modello.

Le correzioni entro 5 giorni
Secondo le Entrate, infatti, i sostituti d’imposta potranno effettuare correzioni nella trasmissione delle certificazioni uniche, senza incorrere nelle sanzioni previste dall’articolo 2 del D.Lgs. n. 175/2014, il quale prevede che per ogni certificazione errata od omessa sia comminata una sanzione di 100 euro, soltanto nel caso in cui trasmetteranno una nuova certificazione, corretta, entro i cinque giorni successivi alla scadenza prevista (7 marzo).

Quindi, i modelli di certificazione correttivi, senza l’applicazione di sanzioni dovranno essere trasmessi entro il 12 marzo. In tutti gli altri casi le sanzioni per il sostituto d’imposta saranno davvero pesanti: per 10 Certificazioni non inviate in tempo utile ci saranno 1000 euro di sanzione.

Le critiche dei professionisti
In questo ambito, tuttavia, occorre ricordare che l’invio della Certificazione unica riguarderà anche soggetti, come i titolari di partita Iva, che non saranno interessati dalla dichiarazione precompilata per cui sarebbe auspicabile che l’Agenzia riveda la propria posizione, distinguendo le Certificazioni necessarie per la precompilata da quelle che, invece, sono irrilevanti per questo fine, in modo da permettere l’utilizzo del ravvedimento operoso, almeno in alcuni casi.

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