Mobbing genitoriale: cos’è e come difendersi

Isabella Policarpio

24/01/2019

28/01/2019 - 11:58

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Il mobbing genitoriale avviene in ambito familiare, tra due genitori, ed è finalizzato ad escludere l’altro dall’esercizio della potestà genitoriale. Ecco come reagire.

Il mobbing genitoriale è una nuova categoria di mobbing che pian piano sta trovando il pieno riconoscimento della giurisprudenza italiana.

Si tratta di una delle possibili forme del mobbing in famiglia e coinvolge due individui in qualità di genitori. Il mobbing genitoriale, precisamente, consiste nella condotta vessatoria, reiterata nel tempo, mirata ad escludere l’altro genitore dall’esercizio della potestà genitoriale, spesso strumentalizzando i figli minori.

Quando la condotta integra gli estremi di un reato, la vittima può sporgere una denuncia o presentare una querela, tuttavia fornire delle prove non è affatto semplice.

Cos’è il mobbing genitoriale

Il mobbing genitoriale è una categoria di mobbing che sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Questa fattispecie viene ricompresa nel mobbing familiare, del quale rappresenta una delle possibili diramazioni, insieme al mobbing coniugale.

Per la Corte di Cassazione, il mobbing genitoriale per essere tale deve rispettare dei requisiti (gli stessi del mobbing sul lavoro) che sono:

  • la reiterazione nel tempo dei comportamenti persecutori;
  • il danno alla salute, sia fisico che psichico, della vittima;
  • il nesso causale tra la condotta mobbizzante ed il danno alla salute;
  • l’intenzionalità persecutoria dell’autore.

Per fare degli esempi, il mobbing genitoriale si verifica quando un genitore impedisce ripetutamente all’altro di prendere parte alla vita del figlio, non invitandolo alle recite scolastiche o alle manifestazioni sportive ed estromettendolo da tutti i contesti che il figlio frequenta.

Sottolineiamo che il mobbing genitoriale si verifica anche quando il singolo comportamento non è di per sé un reato, ma lo diventa nel momento in cui viene reiterato nel tempo con lo scopo di arrecare un danno.

Le modalità

Il mobbing genitoriale, oltre ad avere tutte le caratteristiche del mobbing tradizionale, si caratterizza per la presenza dei figli, i quali, loro malgrado, giocano un ruolo fondamentale.

Nella maggior parte dei casi, il mobbing genitoriale avviene nel momento in cui la coppia di genitori decide di separarsi o di divorziare e, come noto, l’affidamento dei figli è uno dei temi di maggiore conflitto.

La condotta tipica del mobbing genitoriale è la strumentalizzazione dei figli, spesso minori, con il quale attuare la condotta illecita ed arrecare un danno fisico o psichico all’ex partner. Il mobbing genitoriale non deve necessariamente avvenire nell’ambito della coppia, anzi di solito si estende oltre il rapporto coniugale, quando la relazione finisce.

Le condotte tipiche sono l’estromissione del genitore dalla vita del minore e dalla sua rete sociale (la scuola, la palestra, i genitori dei compagni) o impedire e limitare l’esercizio della genitorialità in via giudiziaria, per esempio con delle false accuse.

In realtà non ci sono delle modalità predefinite, basta che l’effetto sia quello di denigrare l’altro genitore e sabotare le sue frequentazioni con il figlio, in maniera continuativa.

A chi rivolgersi

Il mobbing genitoriale è un fenomeno di difficile interpretazione, infatti, anche se ormai riconosciuto dalla giurisprudenza italiana, molti studiosi di psicologia e di diritto ne negano l’autonomia o, addirittura l’esistenza.

Non aiuta poi il fatto che dimostrare le condotte di mobbing, quindi le discriminazioni, le umiliazioni prolungate nel tempo, non è semplice e, di conseguenza, diventa difficile fornire alle autorità la prova del fatto.

Nel nostro Paese non esiste ancora una disciplina autonoma del reato di mobbing, tuttavia, anche se non esplicitamente contenuto nel Codice Penale, è possibile denunciare il mobbing quando la vittima subisce dei comportamenti riconducibili a fattispecie di reato (per esempio maltrattamenti in famiglia e violenza verbale).

Quindi, se la condotta costituisce un illecito penale, la vittima potrà sporgere una querela o una denuncia presso gli uffici delle Forze dell’ordine, dare impulso alle indagini investigative ed eventualmente al processo.

Inoltre, dato che spesso il mobbing genitoriale avviene contestualmente alla separazione o al divorzio dei coniugi, chi subisce la condotta mobbizzante è legittimato a chiedere il divorzio con addebito.

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