Milano in debito col Sud: 11,5 miliardi tolti al resto d’Italia

Camilla Carè

14 Novembre 2019 - 17:46

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Milano è sede preferita di migrazione per giovani cervelli e grandi aziende, che dal Centro e dal Sud si spostano in Lombardia. Ecco quanto deve al resto d’Italia.

Milano ha un debito di oltre 11 miliardi di euro con il Centro e il Sud Italia? Un inaspettato bilancio, che capovolge le dinamiche nord-sud a cui gli stereotipi e la comunicazione di alcuni politici ci avevano abituati.

Nel mirino la migrazione dei giovani cervelli in fuga, che si spostano dal sud e dalle isole per cercare lavoro in Lombardia e in particolar modo all’ombra della Madonnina.

Secondo questa analisi, l’investimento economico che le regioni abbandonate avrebbero fatto per educare e crescere i giovani, andrebbe poi tutto nelle mani di Milano che beneficerebbe così di creatività e innovazione coltivata da altri.

Un nuovo tassello per la riflessione sui modelli federalisti e di autonomia differenziata. Vediamo a quanto ammonterebbe il debito di Milano, e il bilancio negativo delle altre regioni d’Italia.

Milano in debito col Sud: quanto costa la fuga dei cervelli

L’analisi del debito della Lombardia è stata condotta da SVIMEZ - Associazione per lo Sviluppo Industriale del Mezzogiorno, basandosi sul bilancio della spesa pubblica destinata all’istruzione. L’agenzia ha calcolato che Milano e le province limitrofe incassano, a discapito delle altre regioni d’Italia, un guadagno netto di circa 11,5 miliardi di euro, derivanti dai cervelli in fuga dal Mezzogiorno.

Il calcolo si basa sulle somme investite dalle Regioni per i giovani dalla nascita fino al compimento del 25 anno di età, rapportate al saldo migratorio dei laureati. La risultante sono 210 mila laureati in fuga dal sud negli ultimi 15 anni, di cui ⅓ trasferitisi in Lombardia.

Un sistema su cui si basa la naturale vittoria di Milano, e un terribile spopolamento delle regioni del Centro-Sud.

Milano in debito: il Mezzogiorno si sta spopolando?

La fuga dei cervelli dal Mezzogiorno alla Lombardia è stata studiata anche dall’Istat, che ha registrato un netto vantaggio della regione del Nord a scapito di quelle del Centro-Sud, che rischiano un vero e proprio spopolamento. Nei quindici anni tra il 2002 e il 2017 il bilancio è infatti stato tremendo, e lancia diversi campanelli di allarme:

  • 421 mila residenti delle Regioni meridionali trasferiti in Lombardia;
  • 100 mila laureati residenti delle Regioni meridionali trasferiti in Lombardia;
  • 236 mila giovani tra i 15 e i 34 anni residenti delle Regioni meridionali trasferiti in Lombardia.

L’Istat ci dice che oggi il 34% della popolazione in Italia vive al sud e nelle isole, e che secondo le previsioni demografiche la percentuale andrà peggiorando nei prossimi anni, fino a raggiungere nel 2065 il 29%.

La fuga delle aziende dal Sud Italia

La fuga del capitale umano dal Centro-Sud non riguarda, purtroppo, soltanto i giovani, ma anche la storia di molte aziende, che stanno spostando personale e ricavi verso le aree settentrionali e soprattutto verso la Lombardia (non a caso Milano è la prima città europea per investimenti).

Preoccupa il fatto che più della metà delle multinazionali nel Paese oggi ha sede nel capoluogo e dintorni, nonché il lungo bollettino delle aziende che hanno deciso di dire addio a Roma per spostarsi a Milano, tra cui:

  • Sky
  • Mediaset
  • Esso (Exxon Mobile)
  • Opel
  • Baxalta
  • Italchimici
  • Consodata (ex Pagine Gialle)
  • Mylan

Si teme oggi anche per l’ex Sigma tau e per Wind Tre di Parco de’ Medici, che sarebbe pronta a trasferire in Lombardia un centinaio di persone.

Leggi anche: Milano Città-Stato, davvero una possibilità?

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