Migranti: Italia resta al palo, ma il Consiglio Europeo accontenta subito la Germania

Alessandro Cipolla

24/06/2021

24/06/2021 - 10:49

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Al Consiglio Europeo nessuna richiesta di Draghi sul tema dell’immigrazione rischia di essere subito accolta, ma la Germania vedrà rifinanziata con urgenza la Turchia per chiudere la rotta balcanica.

Migranti: Italia resta al palo, ma il Consiglio Europeo accontenta subito la Germania

Non aspettiamoci risultati trionfali”. Così Mario Draghi alla vigilia del Consiglio Europeo, ha messo in qualche modo le mani avanti in merito alle aspettative dell’Italia sul delicato tema dell’immigrazione.

Già solo aver portato la questione in agenda viene considerato un successo dalle parti di Palazzo Chigi, ma per il resto Draghi ha spiegato che “la trattativa sarà lunga e bisogna essere presenti e persistenti”.

Sui migranti c’è però chi potrebbe subito portare a casa un importante risultato durante questo Consiglio Europeo: la Germania vedrà subito stanziati da parte dell’UE 3,5 miliardi da elargire alla Turchia, per sigillare di nuovo la rotta balcanica che durante il periodo della guerra in Siria è stato il principale corridoio migratorio verso Berlino.

In sostanza, Angela Merkel avrà subito il disco verde ai soldi destinati alla Turchia, mentre sulle questioni care all’Italia, dalla redistribuzione dei migranti sbarcati ai fondi da destinare all’Africa, se ne riparlerà in autunno dopo aver scavallato le elezioni in Germania di fine settembre.

La partita di Draghi sui migranti

Mentre da inizio anno sono quasi 20.000 i migranti sbarcati in Italia, più del triplo rispetto al 2020 e dieci volte di più se guardiamo al 2019, il Consiglio Europeo ha accettato obtorto collo di discutere di immigrazione solo dopo il pressing dell’Italia.

Si parla così di un possibile accordo a tre sull’asse Roma-Parigi-Berlino, per accogliere in parti uguali nel proprio Paese, un terzo a testa, le persone sbarcate sulle nostre coste. Difficile invece un rinnovo del patto di Malta, siglato dal precedente governo e che coinvolgeva anche altri Stati membri.

Questa intesa però potrebbe essere poco conveniente per noi. In cambio infatti Francia e Germania potrebbero chiedere al Bel Paese di riaccogliere quei migranti che, dopo essere sbarcati in Italia che per loro rappresenta così il paese di primo approdo, si sono poi sposati oltre i nostri confini nazionali.

Fatto sta che durante il Consiglio Europeo verrà discussa solo la bozza di questo possibile accordo che, se tutto dovesse andare bene, sarà ratificato in autunno: anche questa estate, con ogni probabilità l’Italia dovrà affrontare gli sbarchi da sola.

C’è poi la questione degli 8 miliardi di euro da destinare all’Africa per cercare di bloccare le partenze. Anche in questo caso, concretamente si dovrebbe muovere qualcosa soltanto a fine ottobre.

La Germania blocca subito la rotta balcanica

Ursula von der Leyen ha deciso invece che il Consiglio Europeo tratterà con procedura d’urgenza il rifinanziamento della Turchia, che negli ultimi cinque anni ha ricevuto dall’Unione Europea circa 6 miliardi per sigillare i propri confini.

In verità, la cosiddetta rotta balcanica non è stata mai del tutto chiusa, visto che gli ingressi in Italia dal confine friulano nell’ultimo anno sono aumentati del 20% senza contare i tanti che non sono stati intercettati.

Molti migranti transitati dalla Turchia sono invece attualmente fermi nei campi profughi in Bosnia dove vivono in pessime condizioni sanitarie. L’unico risultato in fondo è che la Germania ha stoppato l’enorme flusso migratorio verso i propri confini scaturito dallo scoppio della guerra in Siria.

Le nuove tensioni in Medio Oriente e in Afghanistan, hanno spinto ora Berlino a chiedere che questo patto venga urgentemente rifinanziato, visto che il prossimo 26 settembre in Germania ci saranno le elezioni.

Il Consiglio Europeo così dovrebbe subito approvare lo stanziamento di 3,5 miliardi alla Turchia, mezzo miliardo per il 2021 e 1 miliardo all’anno fino al 2024, oltre a 2,2 miliardi per i campi profughi in Libano e Giordania.

Se l’Italia bene che vada dovrà aspettare il prossimo autunno per avere un aiuto sull’accoglienza dei migranti, la Germania invece vedrà subito rifinanziato lo stop alla rotta balcanica: è la famosa Europa a due velocità.

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