Messa a disposizione 2018-2019: vale anche per i docenti di ruolo?

Anche gli insegnanti di ruolo possono ricorrere alla domanda di messa a disposizione per candidarsi per una supplenza. Ecco come funziona l’ultima spiaggia per coloro ai quali è stato rifiutato il trasferimento o l’assegnazione provvisoria.

Messa a disposizione 2018-2019: vale anche per i docenti di ruolo?

La domanda di messa a disposizione può essere utilizzata anche dai docenti di ruolo che intendono cambiare provincia o classe di concorso mantenendo la titolarità della sede, purché per un massimo di un anno.

A differenza di quanto ritengono in molti, quindi, la messa a disposizione non è uno strumento riservato agli insegnanti precari (o agli ATA) che cercano un impiego; anche chi è titolare di una cattedra, infatti può ricorrervi così da poter usufruire di quanto stabilito dall’articolo 36 del CCNL Scuola.

Nel contratto, infatti, non vengono specificate le modalità con cui gli insegnanti di ruolo che vogliono cambiare provincia o classe di concorso devono presentare la loro candidatura; ecco perché non c’è alcuna preclusione da parte dei Dirigenti Scolastici ad assegnare un incarico temporaneo ad un docente di ruolo che ha presentato la domanda di messa a disposizione.

Quindi se siete degli insegnanti di ruolo e volete approfittare delle tutele descritte dall’articolo 36 del CCNL per cambiare provincia o classe di concorso mantenendo la titolarità della cattedra allora potete ricorrere alla domanda di messa a disposizione presentando la vostra candidatura direttamente agli istituti scolastici di vostro interesse.

D’altronde questo è uno dei periodi migliori per farlo; per saperne di più - e per scaricare il modello Fac-Simile da compilare - potete consultare il nostro articolo di approfondimento sulla domanda di messa a disposizione (MAD 2018-2019), mentre di seguito faremo chiarezza sul perché questo strumento può essere utilizzato anche dagli insegnanti di ruolo.

Perché la MAD vale anche per i docenti di ruolo

Come prima cosa bisogna fare chiarezza su quanto stabilisce l’articolo 36 del CCNL Scuola. Nel dettaglio, questo prevede che il personale docente “può accettare, nell’ambito del comparto scuola, rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purché di durata non inferiore ad un anno, mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni, la titolarità della sede”.

Inoltre, questo articolo si legge che “l’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali”.

L’articolo 36 quindi è una sorta di “ultima spiaggia” per coloro che non hanno ottenuto il trasferimento né tantomeno l’assegnazione provvisoria ma che sono stanchi di insegnare nella classe di concorso di titolarità oppure necessitano di avvicinarsi a casa.

Ma come fa un docente di ruolo a presentare la propria candidatura come supplente, così da cambiare per un periodo di tempo determinato provincia o classe di concorso? Ricordiamo a tal proposito che anche ai docenti di ruolo è stata data la possibilità di inserirsi nelle Graduatorie d’Istituto (di II o III fascia a seconda che si possegga o meno l’abilitazione) nell’ambito delle operazioni per l’aggiornamento delle stesse per il triennio 2018-2019.

Quindi, nel caso in cui tramite lo scorrimento delle Graduatorie d’Istituto si arrivi al loro nominativo i docenti potranno essere chiamati per ricoprire una supplenza; questi a loro volta potranno accettare l’incarico avvalendosi dell’articolo 36 del contratto, purché l’incarico abbia come scadenza il 30 giugno.

Tuttavia se il docente non si è inserito nelle suddette graduatorie può presentare la propria candidatura per una supplenza tramite il modello della domanda di messa a disposizione visto che nel suddetto articolo non ci sono divieti di questo genere; i Dirigenti Scolastici - quindi - in caso di graduatorie esaurite potranno tenere in considerazione anche le MAD inviate dai docenti di ruolo per l’assegnazione delle supplenze.

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