Come Meloni ha tolto 5 milioni di voti al M5S (ma erano della Lega)

Alessandro Cipolla

2 Luglio 2021 - 09:12

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Cinque milioni di italiani che alle politiche 2018 hanno votato M5S, nel 2019 alle europee si sono spostati su Matteo Salvini e ora, stando agli ultimi sondaggi, appoggiano Giorgia Meloni.

Come Meloni ha tolto 5 milioni di voti al M5S (ma erano della Lega)

Giorgia Meloni negli ultimi mesi avrebbe intercettato quei milioni di voti, cinque per la precisione, che Matteo Salvini era riuscito a togliere al Movimento 5 Stelle durante l’esperienza di governo gialloverde durata un anno.

Questo è quanto si può dedurre mettendo a confronto i risultati delle elezioni politiche del 2018, delle europee del 2019 e l’ultimo sondaggio politico di Swg diramato lo scorso 28 giugno dal Tg La7.

Il Movimento 5 Stelle nel 2018 era riuscito ad arrivare al 32,7%, crollando però al 17,1% appena dopo un anno in occasione delle elezioni europee. Adesso invece per il sondaggio è al 16,6%, per un calo del 16,1% rispetto a tre anni fa.

La Lega invece alle politiche era cresciuta fino al 17,4%, quasi raddoppiando poi i voti nel 2019 quando è stato il partito più votato con il 34,3%. Una crescita del 16,9% tutta a discapito dei pentastellati, ma adesso per Swg sarebbe in calo al 20,3%

Destino inverso invece per Fratelli d’Italia, che alle politiche con il 4,6% era riuscita a centrare l’obiettivo del superare la soglia di sbarramento. Meglio alle europee con Giorgia Meloni che è arrivata al 6,4%, ma ora per il sondaggio sarebbe la prima forza del Paese con il 20,7%.

In sostanza Meloni avrebbe guadagnato in questi tre anni il 16,1%, ovvero circa 5 milioni di voti, che è la stessa percentuale che sarebbe stata persa dal Movimento 5 Stelle. Preferenze queste che, prima di finire a Fratelli d’Italia, sarebbero prima transitate per la Lega alle scorse europee.

Meloni e i voti M5S sottratti alla Lega

Guardando questi numeri e prendendo per buone le stime fatte dal sondaggio, anche tutte le altre recenti indagini hanno snocciolato percentuali simili, appare lampante per prima cosa come ci sia una grande volatilità nell’elettorato italiano.

Ai tempi della Prima Repubblica e dei grandi partiti di massa, era impensabile vedere scostamenti così eclatanti in un lasso di tempo molto breve: chi nasceva democristiano votava e DC e chi, invece, era comunista difficilmente abbandonava la falce e martello.

Il Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 2018, riuscì ad arrivare al 32% sottraendo voti sia al centrodestra sia al centrosinistra. Quando è nato il primo governo Conte, Matteo Salvini è stato bravo a vampirizzare i grillini raddoppiando i propri voti.

Si potrebbe così pensare che una buona parte degli elettori di centrodestra che nel 2018 ha votato per il Movimento, alle europee poi sia tornata indietro scegliendo però la Lega invece che Forza Italia.

Voti questi che adesso, rimanendo sempre nel perimetro del centrodestra, sarebbero invece traslati dal Carroccio a Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni così non avrebbe fatto altro che intercettare quegli elettori che dal 2018 sono in uscita dai 5 Stelle.

A ottobre quando si voterà per le elezioni amministrative, si potrà capire meglio come si stanno spostando i vari flussi elettorali: una sorta di sfida nella sfida per il centrodestra, con Meloni e Salvini che si contendono la leadership della coalizione e, probabilmente, le chance di poter arrivare nel 2023 a Palazzo Chigi.

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