Matteo Salvini a processo sul caso Gregoretti: il Senato vota sì

La Giunta per le Immunità si è espressa a favore dell’autorizzazione a procedere per il caso Gregoretti. Salvini potrebbe andare a processo per sequestro di persona. Per molti, una strategia politica.

Matteo Salvini a processo sul caso Gregoretti: il Senato vota sì

Tra polemiche e colpi di scena, la Giunta per le immunità del Senato ha votato a favore dell’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini. Adesso l’ex Vicepremier rischia un processo per sequestro di persona per i fatti avvenuti sulla nave Gregoretti la scorsa estate.

La maggioranza - PD, Italia Viva, Movimento 5 Stelle - ha disertato la seduta, ed il sì è stato ottenuto grazie al voto dei membri della Lega e di Fratelli d’Italia, dopo che Salvini si era detto pronto ad andare a processo.

Adesso non resta che aspettare la seconda votazione, quella definitiva, che dovrebbe tenersi in Aula entro la metà di febbraio. Lo spettro di tutta questa vicenda è la Legge Severino. Infatti, in caso di condanna, Salvini sarebbe incandidabile e non eleggibile alle prossime elezioni.

Matteo Salvini a processo sul caso Gregoretti, voto “strategico”?

Questa volta c’è l’autorizzazione a procedere a processo nei confronti dell’ex Ministro Salvini. La Giunta per le immunità del Senato si è espressa con chiarezza, raccogliendo le richieste del leader della Lega il quale si era dichiarato pronto ad affrontare il processo sul caso Gregoretti.

L’accusa è di sequestro di persona (ex articolo 605 del Codice penale), ma Salvini sostiene a gran voce di aver agito per difendere i confini nazionali, per questo non teme la magistratura. Affermazioni che alcuni partiti politici hanno interpretato in maniera ambigua, tanto che la maggioranza ha deciso di disertare la seduta della Giunta, lasciando tutta la responsabilità del voto a Lega e Fratelli d’Italia.

Per il momento non sembrano esserci ostacoli all’autorizzaziona a procedere, manca però la seconda votazione - ultima e definitiva - che dovrebbe arrivare entro la fine di febbraio.

Se Salvini andasse a processo e se le accuse di sequestro fossero confermate, il leader del Carroccio sarebbe fuori dai giochi politici e dovrebbe cessare immediatamente gli incarichi pubblici, ciò in applicazione della Legge Severino.

Salvini, rischia l’incandidabilità in caso di condanna

Con il voto di ieri, si avvicina lo spettro del processo e della relativa sentenza di condanna. Salvini è accusato di aver impedito a 130 migranti di scendere dalla nave Gregoretti, nonostante le precarie condizioni igienico-sanitarie.

Se la magistratura confermasse le accuse, Salvini sarebbe condannato alla reclusione da sei mesi a otto anni, il che farebbe scattare immediatamente la Legge Severino.

L’ex Ministro dell’Interno a quel punto diventerebbe ineleggibile e non candidabile. La legge Severino prevede anche che chi subisce una sentenza di condanna durante il mandato rischia la decadenza dall’incarico che si aggiunge all’ineleggibilità per i successivi 18 mesi. Il reintegro nelle funzioni ci può essere solo in caso di una successiva sentenza positiva in Corte d’Appello.

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