Matteo Salvini a processo sul caso Gregoretti: l’Aula vota l’autorizzazione a procedere

Salvini lo aveva chiesto e il Senato lo ha accontentato: voto favorevole all’autorizzaziona a procedere sul caso della nave Gregoretti. Salvini si difende «atto dovuto per difendere i confini nazionali».

Matteo Salvini a processo sul caso Gregoretti: l'Aula vota l'autorizzazione a procedere

Matteo Salvini presto a processo sul caso Gregoretti. Il leader della Lega è accusato di sequestro di persona e abuso d’ufficio, in particolare di aver trattenuto indebitamente 131 migranti a bordo della nave della guardia costiera, per 5 giorni, in condizioni igienico-sanitarie inadeguate.

È stato lo stesso Salvini a chiedere di andare a processo, convinto della sua innocenza. La posizione del ex Ministro dell’Interno è di aver agito per difendere i confini e tutelare lo Stato italiano dall’immigrazione clandestina, per questo si dice pronto ad affrontare i giudici a testa alta.

Oltre al carcere, Salvini rischia anche l’incandidabilità alle prossime elezioni. Cosa succede ora? Gli scenari possibili sono diversi.

Salvini a processo, sì all’autorizzazione a procedere per il caso Gregoretti

Dopo il voto favorevole dello scorso 20 gennaio, anche il Senato ha votato a favore dell’autorizzazione a procedere a processo per Matteo Salvini. L’ex Vicepremier è accusato dal tribunale dei Ministri di Catania, e dovrà affrontare la questione nelle aule di Giustizia.

Fin dall’inizio, Salvini ha spinto i compagni della Lega a votare a favore dell’autorizzazione a procedere, convinto delle sue ragioni e determinato a dimostrare la sua innocenza davanti ai giudici. Per Salvini non si è trattato di sequestro di persona, ma di un atto dovuto per salvaguardare i confini nazionali, l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, come prevede l’articolo 52 della Costituzione.

Adesso il leader della Lega dovrà spiegare ai giudici come una nave della guardia costiera italiana con 135 migranti a bordo, tra cui minori, abbia compromesso i confini dell’Italia e messo in pericolo la Patria. In caso di sentenza di condanna Salvini non solo rischia il carcere ma anche l’esclusione dalla scena politica in applicazione della legge Severino.

Nave Gregoretti, cosa è successo?

Il caso Gregoretti, analogamente a quello della nave Diciotti, vede Salvini accusato di sequestro di persona; un’accusa pesantissima che è stata giustificata dal leader della Lega - che al tempo dei fatti era Ministro dell’Interno - con la necessità di salvaguardare la sicurezza pubblica e i confini nazionali. Per Salvini questi sarebbero interessi superiori, dunque la scelta di negare lo sbarco a 131 persone sarebbe del tutto giustificata.

I fatti contestati sono accaduti la scorsa estate, precisamente tra il 27 e il 31 luglio 2019 nel porto di Lampedusa. 6 persone bisognose di cure a assistenza sono state fatte scendere immediatamente, mentre 15 minori a bordo sono sbarcati il 29 luglio.

Alla fine dei 5 giorni di calvario sulla nave, i migranti sono stati smistati tra Francia, Lussemburgo, Irlanda, Germania e Portogallo, Paesi che avevano dichiarato la loro ospitalità.

Cosa rischia adesso Salvini?

L’accusa a carico di Matteo Salvini è molto grave: sequestro di persona e abuso d’ufficio. Il reato contestato è disciplinato dall’articolo 605 del Codice penale, e prevede la detenzione da sei mesi fino a otto anni.

Oltre alla detenzione in carcere, se riconosciuto colpevole, Salvini rischia anche l’applicazione della legge Severino. Se così fosse, il leader della Lega sarebbe automaticamente incandidabile ed ineleggibile per i prossimi 18 mesi e rischia la decadenza immediata dagli incarichi istituzionali. Unica possibilità di reintegro nelle funzioni ci sarebbe solo in caso di una successiva sentenza di assoluzione in Corte d’Appello, ma conoscendo i tempi della Giustizia italiana potrebbe volerci molto tempo.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Matteo Salvini

Condividi questo post:

1 commento

foto profilo

Cristina Ciccarelli • 4 giorni fa

Mi sorge spontanea una riflessione sull’Italia, non si indigna neanche per gli abusi sessuali verso la vita delle persone minori italiane e non presenti e nati sul territorio italiano, non condanna la pedofilia ed ora si indigna? Ha il sapore di una guerra schifosamente partitica, dovevano perseguitare i ministri dell’ante Minniti ma sono stati sempre compiacenti ed assenti-latitanti.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.