Partita IVA, regime forfetario 2016: qual è il limite di reddito per dipendenti e pensionati?

Qual è il limite di reddito per accedere al regime forfettario 2016 per lavoratori dipendenti e pensionati? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il regime forfettario 2016 è una forma di partita IVA agevolata che può essere utilizzata anche dai lavoratori dipendenti e pensionati, previo rispetto dei requisiti previsti dalla normativa di riferimento.
Per i lavoratori dipendenti e pensionati il regime forfettario 2016 (unica forma di partita IVA agevolata rimasta in piedi dopo la riforma varata con la Legge di Stabilità 2016) può essere utilizzato per arrotondare lo stipendio principale ovvero per svolgere una seconda attività lavorativa a tempo parziale.

Ad ogni modo, i lavoratori dipendenti e pensionati che vogliono fruire della partita IVA agevolata con il regime forfettario devono rispettare determinati requisiti in termini di reddito.

Partita IVA: regime forfetario 2016 più semplice per chi è dipendente o pensionato

In materia di partita IVA, il regime forfetario 2016 ha subito un importante modifica in tema di attività svolta dal contribuente dipendente o pensionato.
Per questa categoria di contribuenti, infatti, era stato originariamente previsto che vi fosse prevalenza del reddito da partita IVA con il regime forfetario rispetto alla componente reddituale da lavoro dipendente o da pensione e che, in ogni caso, la somma dei redditi diversi (da quello prodotto con partita IVA) non ecceda l’importo complessivo di euro 20.000.
Tali limiti sono stati rimossi.
La Legge di Stabilità 2016, invece, afferma che la partita IVA con il regime forfetario sarà sempre possibile quando i redditi da dipendente o pensionato (redditi da dipendente o assimilati in genere) non sono superiori ad euro 30.000, ovviamente fermo restando il rispetto degli altri requisiti di legge previsti.

Partita IVA, regime forfetario 2016: regime contributivo

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un’ ulteriore novità per i titolari di partita IVA con il regime forfetario.

Per tali contribuenti, infatti, è stata introdotta la possibilità di scegliere tra due diversi regimi contributivi:

  • regime contributivo ordinario;
  • regime contributivo speciale.

Il regime contributivo speciale, in particolare, consente l’abbattimento degli oneri contributivi da versare per gli artigiani e i commercianti pari al 35%.
Ovviamente ciò avrà ricadute negative sulla copertura previdenziale del contribuente, a fronte del vantaggio finanziario immediato determinato dal risparmio nei contributi versati.

Partita IVA, regime forfetario 2016: aliquote Gestione Separata INPS professionisti senza cassa e collaboratori

Per i titolari di partita IVA con il regime forfetario, il 2016 si rivela un anno positivo anche sul fronte Gestione Separata INPS professionisti senza cassa.
Per i titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS, infatti, l’aliquota contributiva viene confermata al 27,72% anche per il 2016.
Il blocco riguarda esclusivamente i lavoratori autonomi titolari di partita IVA ed iscritti esclusivamente alla Gestione Separata INPS professionisti senza cassa.

Dal 1° gennaio 2016 aumenta dal 23,50% al 24%, invece, l’aliquota contributiva dovuta dai titolari di partita IVA titolari di pensione o già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria.

Sempre dal 1° gennaio 2016 aumenta dal 27,72% al 31,72% l’aliquota contributiva per le seguenti categorie di soggetti iscritti alle Gestione Separata INPS e non titolari di altra copertura previdenziale e/o trattamento pensionistico:

  • collaboratori coordinati e continuativi;
  • associati in partecipazione.

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