La legge sullo sport passa in Senato, a rischio le Olimpiadi di Tokyo 2020

Il Senato ha votato la legge sullo sport: da ora in poi sarà il Governo a gestire i fondi e controllare le federazioni. Il CIO minaccia l’esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo; a rischio anche le Olimpiadi invernali di Milano.

La legge sullo sport passa in Senato, a rischio le Olimpiadi di Tokyo 2020

Nonostante le proteste del CONI, la legge sullo sport passa in Senato. I voti favorevoli sono stati 154, 44 i contrari e 52 gli astenuti. La Legge prevede l’istituzione di un nuovo ente, chiamato Sport e Salute Spa, direttamente controllato dal Governo, il quale avrà la gestione del 90% dei fondi destinati allo sport.

Fino ad ora, questa competenza era sempre stata del CONI, che adesso si vede ridotto ad una ruolo di mera “rappresentanza”. Secondo Malagò è impensabile che il Governo eserciti un controllo così penetrante sulle federazioni sportive, cosa che potrebbe anche mettere a rischio la partecipazione dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Infatti il CIO ha inviato a Malagò una lettera in cui esprime la preoccupazione per le eventuali ingerenze politiche nelle questioni sportive, cosa che potrebbe seriamente compromettere l’ammissione dell’Italia ai giochi olimpici di Tokyo, anche le Olimpiadi invernali che si terranno a Milano nel 2026.

Intanto il Governo ha dichiarato di voler andare avanti nonostante le critiche del CIO e di Malagò.

Legge sullo sport: il CONI non gestirà più i fondi dello sport

La nuova Legge sullo sport, approvata ieri in Senato con 154 sì, prevede importanti novità sull’organizzazione e lo sviluppo delle attività sportive, nuove disposizioni per gli enti sportivi e, soprattutto, la creazione di un ente istituzionale, Sport e Salute Spa, direttamente controllato dal Governo, per essere più precisi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

In pratica la Sport e Salute Spa andrà a gestire il 90% dei fondi destinati allo sport, togliendo questa competenza al CONI che, infatti, fin da subito si è dichiarato contrario alla riforma.

La riforma è stata voluta da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport, ed è il risultato di un’accordo tra Lega e Movimento 5 stelle che, di fatto, svuota il CONI di molti poteri, relegandolo ad una funzione meramente rappresentativa.

Per questo Malagò, presidente del Comitato Olimpico Italiano, si era schierato fin da subito contro il provvedimento e promette di non arrendersi neanche adesso che la riforma è legge a tutti gli effetti.

Legge sullo sport: perché l’Italia rischia le Olimpiadi

Anche il CIO è sceso in campo, esprimendo le proprie preoccupazioni in una lettera inviata direttamente a Malagò. Nel dettaglio, Thomas Bach, presidente del Comitato, minaccia di sospendere l’Italia dalla partecipazione alla famiglia olimpica.

Secondo il CIO, le nuove disposizioni mettono a rischio l’autonomia delle federazioni e favoriscono le ingerenze e le pressioni politiche che, invece, dovrebbero restare fuori dalle questioni sportive.

Il rischio maggiore è la sospensione o il ritiro dal Comitato olimpico, con la conseguente esclusione dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 e anche delle Olimpiadi invernali di Milano 2026.

Nonostante i richiami del CIO, i senatori sono determinati ad andare avanti con il piano di riforme, anzi, hanno definito gli ammonimenti di Bach una “letterina”.

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