Legge di stabilità 2015: oggi la fiducia al Senato. Tutte le novità degli emendamenti su Bonus 80 euro, Tfr, Aliquote e Assunzioni

Simone Casavecchia

19/12/2014

Tra stanotte e la mattinata di oggi sarà votata la fiducia al Senato alla Legge di Stabilità 2015: ecco le maggiori novità su Bonus 80 euro, Tfr in busta paga, Aliquote Tasi e fondi Pensione.

Legge di stabilità 2015: oggi la fiducia al Senato. Tutte le novità degli emendamenti su Bonus 80 euro, Tfr, Aliquote e Assunzioni

Tempi contingentati per l’approvazione della Legge di Stabilità 2015, la norma che ridisegna molti versanti dell’economia italiana: dalle scelte di politica economica alla disciplina fiscale.
Per quanto riguarda la discussione e l’iter parlamentare, dal momento che il calendario dell’Esecutivo impone l’approvazione definitiva della norma (compreso il terzo voto confermativo della Camera) entro il 24 Dicembre, la Commissione Bilancio del Senato non è riuscita ad esaminare e approvare tutte le modifiche proposte negli emendamenti, per questo si è reso necessario un maxiemendamento del governo, sul quale sarà votata la fiducia che, come ha spiegato il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Barretta, corrisponderà ai lavori della commissione bilancio e ricomprenderà al suo interno sia gli emendamenti già votati e approvati sia le modifiche ancora da approvare che erano state concordate tra governo e maggioranza parlamentare. Per quanto riguarda l’impianto della manovra non dovrebbero esserci modifiche sostanziali ne alle coperture previste ne agli impieghi delle risorse, dal momento che questi parametri erano stati concordati con la Commissione Europea. Ecco le principali novità del testo che uscirà da Palazzo Madama.

Bonus 80 euro e Tfr
Mantenuto il beneficio fiscale del Bonus mensile da 80 euro per i lavoratori dipendenti nelle fasce di reddito che non superano i 24.000 euro annui.
I lavoratori del settore privato, da Marzo 2015 a Giugno 2018 potranno richiedere l’erogazione del Tfr in busta paga. Le somme erogate dal datore di lavoro prima della fine del rapporto, saranno considerate come dei redditi ordinari e saranno soggette, pertanto, a tassazione ordinaria.

Aliquote Tasi
Rimangono invariate per il 2015 le aliquote relative alla Tasi. Come è già avvenuto per il 2014 i Comuni potranno decretare un’aliquota massima del 2,5 per mille che potrà essere superata di un ulteriore 0,8 per mille, arrivando a un’aliquota totale del 3,3 per mille sulla base imponibile, nel solo caso in cui i Comuni decidano di utilizzare l’ulteriore aumento per finanziare le detrazioni a favore di particolari tipologie di cittadini (fasce di reddito basse, famiglie con figli a carico, pensionati, ecc.).

Sgravi per nuove assunzioni e IRAP
Per tutti i neoassunti con contratto a tempo indeterminato tra Gennaio e Dicembre 2015 è prevista la piena decontribuzione.
Le aziende potranno inoltre dedurre integralmente dalla base imponibile IRAP il costo complessivo per il personale assunto con contratto a tempo indeterminato.
Anche se le aliquote IRAP rimangono invariate e viene, quindi, cancellata la riduzione introdotta con il decreto che istituiva il Bonus da 80 euro; dovrebbe essere, quasi certa, tuttavia una riduzione dell’IRAP per i lavoratori autonomi e le imprese individuali che potranno godere di un credito d’imposta pari al 10% dell’imposta lorda dovuta.

Fondi Pensioni e Casse Previdenza
Anche se si prevedono in questo senso limature dell’ultimo minuto, rimane quasi certo l’aumento delle aliquote sui rendimenti dei Fondi Pensione e delle Casse di Previdenza. Se il governo dovesse optare per una riduzione l’ipotesi più accreditata è quella che prevede per i Fondi pensione un ritorno dell’aliquota dal 20% all’11% per la quota investita «in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine». Per le casse previdenziali è probabile una riduzione dell’aliquota sui rendimenti dal 26% al 20% sempre per i soli impieghi finanziari di medio e lungo termine.

Dismissioni e Spending Rewiew
Sarà autorizzato un’investimento di 535 milioni di euro a favore di Poste Italiane per facilitare il collocamento in borsa del 40% della controllata pubblica, in calendario per il 2015.
Un ulteriore progetto riguardante le dismissioni prevede la vendita della rete elettrica delle Ferrovie dello Stato a Terna. La rete elettrica di ferrovie dello Stato ha un valore stimato di circa 1 miliardo di euro e dovrebbe essere ricompresa in quella di Terna entro Giugno 2015.
Nessuna novità sul versante dei tagli alla spesa pubblica: i ministeri dovranno ridurre le loro spese di 2,3 miliardi, le Regioni di 4 miliardi, i comuni di 1,2 miliardi e le province di 1 miliardo.