Tasi 2015: presentato un maxiemendamento per evitare il salasso dell’anno prossimo. Aumento bloccato?

Vittoria Patanè

18 Dicembre 2014 - 13:00

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Tasi 2015: presentato maxiemendamento che mira a bloccare anche per il prossimo anno il livello massimo dell’aliquota Tasi. Un provvedimento importantissimo che, se non entrasse in vigore, potrebbe decretare un vero e proprio salasso per i cittadini.

La Commissione Bilancio del Senato non ha ultimato i lavori sul Ddl di Stabilità votando il mandato al relatore, Giorgio Santini (PD). Il documento arriverà in aula alle 14 sotto forma di maxemendamento del Governo che riceverà le modifiche approvate dalla stessa commissione.

Nel corso della seduta nottura, il presidente Azzolini, ha chiesto ai gruppi di riunirsi nuovamente nella mattinata di oggi. Nonostante il lavoro svolto per escludere molte delle proposte di modifica presentate, l’esame non si è concluso nei tempi previsti e a questo punto rimane solo la strada del maxiemendamento.

Tasi 2015: stop all’aumento
Tra gli emendamenti approvati nel corso della seduta notturna della Commissione Bilancio del Senato c’è, per la gioia di tutti, quello che blocca anche per il 2015, il livello massimo di imposizione della Tasi. Anche per l’anno prossimo, secondo il testo, l’aliquota massima non potrà superare il 2,5 per mille.

Ricordiamo che la Legge attualmente in vigore prevede che, per il 2014, l’aliquota base sulla Tasi sia pari all’1 per mille, mentre, per quanto riguarda l’aliquota massima, essa non può superare il 2,5 per mille, che diventa 3,3 per mille nel caso in cui i Comuni istituiscano delle detrazioni a favore dei contribuenti.

Dal 2015, decade il blocco sull’aliquota massima e quest’ultima può salire fino al 6 per mille, raddoppiando l’importo della Tasi. Inoltre, la stessa norma, prevede l’abolizione delle detrazioni.

Lo slittamento al 2016 previsto dal Governo, comporterebbe dunque un vero e proprio salasso per i cittadini che si troverebbero a pagare un importo due (a volte anche tre) volte superiore a quello versato nel 2014 (ecco i calcoli della CGIA).

Il maxiemendamento mira dunque a mantenere l’attuale status quo e a bloccare dunque l’aliquota massima al 2,5 per mille.

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