Legge 104, diritto al trasferimento per chi assiste disabile

Chi assiste un familiare disabile ha diritto al trasferimento? Se si, quando può essere chiesto? La Cassazione chiarisce l’applicazione della Legge 104.

Legge 104, diritto al trasferimento per chi assiste disabile

La Legge 104/1992 sancisce che chi assiste un parente disabile ha diritto di chiedere al proprio datore di lavoro il trasferimento verso la sede più vicina all’assistito.

Inoltre, una recente sentenza della Corte di Cassazione (in allegato) ha ribadito che il caregiver familiare può chiedere il trasferimento non solo al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro, ma anche durante il suo svolgimento.

Si tratta di un’importante conquista in quanto assicura una opportuna tutela a tutti i casi di esigenza assistenziale sopravvenuti quando il contratto di lavoro è già in corso.

Legge 104: il caregiver familiare ha diritto al trasferimento nella sede più vicina all’assistito

Chi assiste un disabile, in ottemperanza ai diritti previsti dalla Legge 104, può godere di importanti benefici funzionali a garantire la migliore assistenza possibile al familiare disabile o affetto da una grave malattia.

Tra questi, vi è anche la possibilità di chiedere al proprio datore di lavoro il trasferimento nella sede più vicina al domicilio dell’assistito, al fine di facilitarne gli obblighi assistenziali.

A ribadire il diritto al trasferimento del caregiver è stata la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6150/2019 che, nella pronuncia in esame, evidenzia anche che il trasferimento può essere richiesto non solo all’inizio ma anche durante lo svolgimento del rapporto di lavoro.

La pronuncia della Cassazione: il caregiver ha sempre diritto al trasferimento

La Corte di Cassazione torna ad esprimersi in materia di Legge 104 e lo fa in tema di diritto al trasferimento del lavoratore che assiste un familiare disabile.

Dunque, chi assiste con continuità un parente o un affine entro il terzo grado in stato di handicap, ha il diritto di scegliere - quando possibile - la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita. Non solo, la Corte di Cassazione ribadisce che il trasferimento può essere chiesto sia al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro sia quando il rapporto di lavoro è già in corso, mediante la semplice domanda di trasferimento.

Infatti, il diritto al trasferimento rientra a pieno titolo nel novero delle agevolazioni concesse al caregiver familiare, esattamente come i permessi mensili retribuiti.

Dunque, secondo i giudici della Corte, limitare la richiesta di trasferimento al solo momento della scelta iniziale della sede lavorativa significherebbe non rispettare la ratio della Legge 104 ed escluderebbe in maniera ingiustificata tutti i casi di esigenza assistenziale sopravvenuti quando il contratto di lavoro è già in corso.

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza n. 6150/2019
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Chi è il caregiver familiare?

Il diritto al trasferimento e ai permessi mensili retribuiti spettano solamente al caregiver familiare designato. Ma chi è e cosa fa il caregiver?

In sostanza, il caregiver o assistente familiare è colui che, in maniera gratuita ed in virtù di un legale di parentela o di coniugio, si occupa di una persona con disabilità, anziana e non autosufficiente o affetta da gravi patologie invalidanti.

La possibilità di chiedere il trasferimento e di assentarsi dal lavoro serve a garantire all’assistito le cure di cui ha bisogno: la somministrazione dei pasti e dei farmaci, la pulizia della casa, gli adempimenti amministrativi ed ogni altra attività di supporto del malato.

Per conoscere tutte le agevolazioni e i bonus per chi assiste un familiare malato, si rimanda al Testo unico caregiver.

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