Startup Act

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di Cristina Crupi

Le Società Benefit - SB: cosa sono e come funzionano?

Cristina Crupi

1 aprile 2021

Le Società Benefit - SB: cosa sono e come funzionano?

Cosa sono le società Benefit? Come funzionano?

Si sente sempre più spesso parlare di società benefit. Anche Cortilia, ha da poco annunciato la conclusione di un round di investimento molto importante e l’avvio della trasformazione della società in società benefit. Ma allora cos’è davvero questa nuova forma societaria? Guardiamola meglio.

Caratteristiche

La Legge di Stabilità per il 2016 (ovvero la legge di bilancio 2015 – artt. 376 - 384) ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico un nuovo strumento societario, ovvero la Società Benefit (SB) e nasce dalla forte convinzione del legislatore che il for profit e la sostenibilità non siano due concetti alternativi tra loro ma un nuovo modello di fare impresa. Il legislatore vuole imprese che perseguano un duplice fine, da un lato la realizzazione di attività lucrative e dall’altra iniziative benefiche a favore di una serie di soggetti portatori di interesse, definiti dalla norma come persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali, enti e associazioni che sono comunque coinvolti dall’attività di impresa.

Con questa nuova forma giuridica un’impresa oltre a perseguire obiettivi di profitto si impegna a perseguire anche scopi di beneficio comune per favorire un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Mentre le società tradizionali perseguono l’unico scopo di distribuire dividendi agli azionisti, le società benefit sono espressione di un paradigma diverso, integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. Ed a differenza di tutte le organizzazioni no profit, come ONLUS, APS, Imprese Sociali ecc. le società benefit mantengono lo scopo di lucro, senza particolari limitazioni, e a questo aggiungono un ulteriore finalità, ovvero perseguire uno o più scopi sociali. Le società benefit non ricorrono a raccolta di fondi o donazioni esterne per realizzare i propri scopi sociali perché questi sono inclusi nella attività d’impresa che esse svolgono.

L’italia è il primo Paese in Europa ad essersi dotato di questa figura societaria, secondo solo agli Stati Uniti d’America dove le società benefit, meglio conosciute come Benefit Corporation, hanno iniziato a diffondersi. Tutte le tipologie societarie previste dal codice civile possono utilizzare il modello della società benefit, anche le startup innovative. Le uniche che non possono sono le no profit, proprio perché in questi casi mancherebbe il presupposto di conciliazione del for profit con la sostenibilità.

Per acquisire la qualifica di società benefit necessita una modifica dello statuto sociale (infatti non possono diventarlo le S.r.l.s perché hanno uno statuto standard non modificabile) e, di conseguenza, nella denominazione sociale dovrà essere aggiunta dell’indicazione di società benefit, l’oggetto sociale dovrà contenere accanto all’attività propria dell’impresa anche le finalità di beneficio comune, dovrà esserci l’indicazione del soggetto responsabile del perseguimento del beneficio comune.

Le società benefit, inoltre, dovranno allegare al bilancio annuale, anche la relazione annuale dei benefici perseguiti, con l’indicazione degli obiettivi fissati e le azioni attuate dagli amministratori per il raggiungimento degli obiettivi di beneficio. E’ sottoposta ai controlli del Garante della Concorrenza per accertare che la società persegua realmente un interesse pubblico e non solo privato.

Benefici

Per le Società Benefit non ci sono particolari benefici fiscali, né particolari benefici immediati. Ma ci sono vantaggi che derivano dall’ottenere lo status di “B Corp Certificata”. L’ottenimento di questa certificazione stabilisce che l’azienda è socialmente responsabile ed impegnata per il bene comune. E questo potrebbe essere un buon elemento anche per attrarre a sé maggiori investimenti.

Per ottenere la certificazione la società dovrà compiere un percorso rigoroso, sottoporsi alla organizzazione non profit B-Lab, che ne verifica gli standard di scopo, responsabilità e trasparenza ed il raggiungimento degli obiettivi di performance determinati e misurati attraverso lo standard internazionale B Impact Assessment.

Consigli Pratici

Tante startup mi chiedono se conviene o meno costituirsi sin da subito come società benefit. Rispondo che pur essendo una scelta interessante ritengo le startup abbiano già tanto da impegnarsi sul fronte dello sviluppo del business e pertanto non aggiungerei, in fase iniziale, ulteriori adempimenti a quelli (già notevoli sia quantitativamente che qualitativamente) previsti dalla normativa sulle startup.

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Cristina Crupi

Avvocato ed esperta di startup, PMI e innovazione. Autrice del “Codice delle Startup”