Lagarde insiste sulla linea BCE: perché i tassi non cambieranno

Violetta Silvestri

3 Novembre 2021 - 12:59

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Christine Lagarde è tornata sui temi caldi dell’economia: inflazione e conseguente rialzo dei tassi. Nessun cambiamento in vista per la BCE, cosa ha detto la governatrice?

Lagarde insiste sulla linea BCE: perché i tassi non cambieranno

Lagarde ha ribadito che il rialzo dei tassi di interesse non fa parte della strategia della BCE per il 2022.

Le parole di conferma di quanto già stabilito nella riunione della banca centrale del 28 ottobre arrivano in un momento cruciale e incerto: c’è attesa per le decisioni della Federal Reserve sul tapering dell’acquisto del debito e si fanno pressanti le indiscrezioni su un rialzo dei tassi dalla Bank of England nell’incontro del 4 novembre.

In questa cornice poco chiara sull’andamento dei prezzi e della ripresa economica, anche per l’Eurozona, le parole di Lagarde hanno rilanciato gli acquisti di bond europei. Cosa ha detto la governatrice?

Lagarde: nessun rialzo dei tassi nel 2022, i motivi

Il mercato obbligazionario europeo si era agitato al termine del meeting dell’Eurotower del 28 ottobre: l’idea di una inflazione ancora transitoria ribadita da Lagarde non era stata assorbita dagli investitori, con i rendimenti dei bond schizzati su nuovi massimi.

La governatrice della BCE è tornata sull’argomento in un intervento del 3 novembre, riportando una certa calma. Queste le parole più significative:

“Nella nostra forward guidance dei tassi di interesse, abbiamo articolato chiaramente le tre condizioni che devono essere soddisfatte prima che i tassi inizino a salire. Nonostante l’attuale impennata dell’inflazione, le prospettive a medio termine rimangono contenute, quindi è molto improbabile che queste tre condizioni vengano soddisfatte l’anno prossimo”

Lagarde ha anche sottolineato che I’aumento dei tassi di interesse di mercato registrato nelle ultime settimane è stato causato dall’incertezza sulle prospettive di inflazione, dalle aspettative provenienti dall’estero nei confronti dei tassi ufficiali nell’area dell’euro e da alcune richieste di calibrazione degli acquisti di attività in questo momento post-pandemico.

Non solo, dalle parole di Lagarde sono giunte ulteriori rassicurazioni sul mantenimento del PEPP:

“Un indebito inasprimento delle condizioni di finanziamento non è auspicabile in un momento in cui il potere d’acquisto è già schiacciato da bollette più elevate per l’energia e il carburante e rappresenterebbe un ingiustificato vento contrario per la ripresa”

Al termine del programma di acquisto del debito pandemico, marzo 2022, resterà comunque una politica a sostegno della crescita e del target inflazione al 2%, come chiarito da Lagarde. Come si calibreranno gli acquisti del debito nel post-pandemia sarà specificato a dicembre, ha detto la governatrice.

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