La storia di CleanBnB, la startup che rivoluziona il mercato degli affitti brevi

Da startup innovativa milanese a società pronta a quotarsi in Borsa: la storia di successo di CleanBnB, la piattaforma che sta rivoluzionando il mercato degli affitti a breve termine in Italia.

La storia di CleanBnB, la startup che rivoluziona il mercato degli affitti brevi

In questi giorni CleanBnB è sulla bocca di tutti nel panorama fintech e startup italiano. Il 12 giugno la società leader nella gestione degli affitti brevi ha iniziato il processo di quotazione in Borsa Italiana, sul mercato AIM. Uno step naturale nel suo percorso di crescita, segnato da due brillanti campagne di equity crowdfunding su CrowdFundMe, prima società fintech e piattaforma di equity crowdfunding ad aver avviato in Italia il roadshow per quotarsi in Borsa.

Colpendo un mercato, quello degli affitti a breve termine, con un valore potenziale da 4 miliardi e in forte crescita (fonte: Osservatorio sugli affitti a breve termine in Italia - Halldis S.p.A.), CleanBnB fornisce servizi a chi affitta il proprio appartamento su siti come Airbnb, Booking, Flipkey, togliendogli tutte le incombenze legate alla gestione della casa, le pulizie, il servizio di lavanderia, check-in e check-out, ecc.

La piattaforma ha il duplice scopo di massimizzare le rendite degli immobili in gestione e di offrire un’accoglienza impeccabile agli ospiti/inquilini. In occasione dell’avvio della quotazione in Borsa, ripercorriamo le tappe più significative della sua storia e vediamo come CleanBnB, da startup innovativa, è riuscita a entrare nell’orbita di Piazza Affari.

La storia di CleanBnB

CleanBnB è stata fondata da Tatiana Skachco, laurea in lingue, esperienza decennale nei servizi di hospitality e grande passione per la tecnologia e l’innovazione nel curriculum, e da Francesco Zorgno, ingegnere gestionale con esperienza in ruoli manageriali nel settore cleantech, in quello dell’asset e del facility management, e fondatore di Seed (incubatore di startup early stage ad alto valore innovativo).

È il 2015, l’anno dell’Expo a Milano e del boom di Airbnb, quando CleanBnB vede la luce come progetto incubato all’interno di Seed. A gennaio 2016 si costituisce come startup innovativa a Milano. Ed è proprio qui, nella capitale italiana dell’innovazione e del fintech, che la startup inizia a muovere i suoi primi passi e a testare la sua attività, supportata da un team di business angels.

Già da subito appare evidente il suo grande potenziale: il mercato di CleanBnB coincide con quello delle piattaforme che operano nel settore degli affitti brevi, un mercato molto ampio e in crescita. A febbraio dello stesso anno parte il primo aumento di capitale, seguito dalla prima campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, che apre a 100 nuovi soci e alle città di Roma e Firenze.

La raccolta è un successo: nonostante la sua giovanissima età, CleanBnB attira investitori entusiasti da tutta Italia e chiude con più di 126.700€ di capitale raccolto a fronte di un target prefissato pari a 50.000€.

Con i finanziamenti raccolti la società riesce ad aumentare il portafoglio di appartamenti gestiti (che diventano più di 350), il numero delle città servite (che passano da 3 a più di 30), e gli incassi, che crescono di 10 volte rispetto a inizio anno.

Il 2° round di equity crowdfunding

Dal round lanciato su CrowdFundMe in poi la strada è spianata: CleanBnB diventa capillare in tutta Italia e si susseguono altri due aumenti di capitale, da Boost Heroes e da BackToWork, che permettono di far salire la valuation della società da 400mila euro a 4 milioni.

Così nel 2018 CleanBnB torna al crowdfunding, e sceglie di nuovo CrowdFundMe per attirare investitori. Con il secondo round la società punta a consolidare l’assetto organizzativo, dal team all’erogazione dei servizi, e a consolidare la sua leadership in tutta Italia ma non solo: la vocazione internazionale spinge a voler replicare il modello vincente anche nei mercati esteri più affini.

Anche stavolta la campagna si dimostra un successo: la startup attrae 200 nuovi soci in sole 3 settimane e chiude il round 2 a marzo 2018 con 500.000 euro raccolti, mettendo a segno un 500% sul target iniziale di 100.000 euro.

Ad aprile 2018 CleanBnB si trasforma in società per azioni per approcciare le sfide del mercato in modo ancora più strutturato. I capitali raccolti finora hanno permesso alla società di investire e implementare costantemente la piattaforma, oggi attiva in 40 città italiane e primo operatore per diffusione nazionale.

Obiettivo: Piazza Affari

Il segreto del suo successo si può trovare nella formula “full service” di CleanBnB che funziona da anni e nell’arduo lavoro del team, premiati dal mercato e dagli investitori che hanno scelto di sostenere il progetto. “Se siamo arrivati fin qui, ha detto Zorgno, “è perché abbiamo dato il massimo, ma sento il dovere di ringraziare anche tutti gli investitori che hanno creduto in noi fin dal primo momento”.

Con il percorso di quotazione in Borsa, l’obiettivo, ha spiegato il co-founder, “è quello di raddoppiare il numero di località coperte, aumentare la presenza strutturale sulle varie città, aprire all’estero e garantire un servizio sempre più completo e sempre più professionale”.

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