Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

La fragilità di oggi può essere la forza di domani

Marta De Vivo

28 ottobre 2020

La fragilità di oggi può essere la forza di domani

In questo periodo i media dipingono noi giovani come soli e abbandonati , io credo invece che questa sia una grande opportunità di crescita per tutti noi.

Il tempo per pensare e riflettere crea nuove opportunità

Questa situazione ha ridato a noi giovani il bene più prezioso: il tempo. Il tempo per pensare, riflettere e costruire, noi giovani abbiamo il futuro, che ci dà la speranza di cominciare a progettare e comprendere quale sia il prossimo passo da intraprendere. Abbiamo la possibilità di investire il nostro tempo in un qualcosa di nostro, lo stesso tempo che la società liquida nella quale viviamo ci aveva tolto, quella frenesia che non ci dava il tempo di pensare e progettare.

Nel 2019, secondo l’istituto di statistica, nel nostro Paese il 22,2% dei giovani tra 15 e 29 anni non lavora e non studia. Si tratta di due milioni di ragazzi. Sono i “Neet” (Not in Education, Employment or Training), per i quali l’Italia è al primo posto all’interno dell’Unione Europea. Ora abbiamo un’occasione, differentemente da quanto viene narrato dai media , abbiamo la chance di invertire questa tendenza. I ragazzi hanno la possibilità di riscattarsi, dedicarsi alle loro passioni, imparare qualcosa di nuovo, iscriversi a dei nuovi corsi e formarsi.

Io personalmente conosco alcuni ragazzi che stanno lavorando a dei loro progetti e stanno costruendo il loro futuro, c’è una concreta possibilità di ripartire meglio di prima e farlo assieme, questo però sarà possibile, solo se ci metteremo nell’ordine delle idee che questa possa essere vista come un’opportunità. Secondo un recente sondaggio condotto dall’Università degli Studi di Firenze, i ragazzi che durante la pandemia hanno provato angoscia sono il 41%, quelli che hanno provato anche noia oltre che angoscia sono il 58%: questi dati ci fanno comprendere di quanto sia necessario incentivare la partecipazione dei giovani a webinar, seminari, progetti. I ragazzi, se messi alla prova, danno il meglio di loro e sono in grado di costruire qualcosa che duri nel tempo e diventi un valore aggiunto per tutti, per l’intero Paese.

I giovani che fanno impresa ci sono e sono tanti

Secondo un sondaggio di Marzo 2019 de Il Sole 24 Ore le startup innovative operanti in Italia sono 10mila. Sempre secondo lo stesso sondaggio, le nuove startup sono sempre più tech. Questi dati parlano chiaro, lo spazio per noi giovani, nativi digitali, c’è! È solo questione di metterci nelle condizioni di cogliere le opportunità e credere in quello che stiamo facendo. Questo periodo ci deve servire anche per fare ricerca, capire quali realtà possono interessarci, come potremmo inserirci al loro interno e studiare i settori di riferimento.

Secondo un report di Unioncamere, per mettersi in proprio e incominciare a fare impresa, 6 giovani su 10 hanno intrapreso settori come il Commercio, nel quale si contano 140mila imprese under 35, le Costruzioni (63mila, pari al 12%), il Turismo (circa l’11%) e l’Agricoltura (10,4%). Nella Manifattura invece operano 29mila imprese giovanili (il 5,5%), mentre negli altri servizi si contano oltre 33mila imprese (6,3%). Un altro 10% del mondo giovanile che fa impresa è presente anche nel settore tecnologico e innovativo.

Anche la partecipazione dei giovani nei settori ad alto contenuto di competenze, cresce sempre di più. Ci sono infatti 1.100 imprese giovanili che si occupano di attività di Direzione Aziendale, oltre 700 nei settori Pubblicità e Ricerche di Mercato, 170 nel comparto dell’Istruzione, 160 nell’ambito della Produzione Cinematografica e Video e 100 aggiuntive che si occupano di Ricerca Scientifica e Sviluppo.

Queste evidenze dovrebbero solo che incentivare i giovani, per far veder loro che molti altri ragazzi come noi si stanno dando da fare: ancora una volta si dimostra di come sia una falsità la storiella che l’Italia non sia un paese per giovani. In un periodo di difficoltà, comprendere che tutti questi giovani stiano lavorando e portando a casa risultati, dovrebbe dare un incentivo ad altri ragazzi a lanciarsi in nuovi percorsi.

A volte è dal dolore che nascono le cose più belle, questo periodo di grandi sfide, ci deve dare la carica per rimboccarci le maniche e costruire il nostro futuro, darci una una nuova base dalla quale ripartire. Dobbiamo farlo per noi e per il nostro Paese: solo così potremo ripartire per davvero.

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1 commento

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darcangeloraf

3 settimane fa

Vi è un particolare non da poco da non sottovalutare, affinché i giovani possano ritrovare certezza e sicurezza in sé stessi. Che una classe dirigente - tutti i settori confusi, incluso quello politico - offra suggerimenti e soprattutto lasci loro gli spazi disponibili per permettere ai giovani di crescere. Si lasciare loro spazio. Nei Trenta Gloriosi, che dal 1946 al 1973 hanno costituito un periodo di crescita e di ottimismo unico, i «vecchi» non solo si facevano da parte per lasciare fiorire i «Giovani», ma li aiutavano a crescere. Un esempio visibile a tutti: i «grandi» del cinema, del teatro, della musica, così come dell’arte in genere, speronavano e spalleggiavano i giovani. Oggi, sembra quasi che questi gli diano fastidio o li derubino spazio. Ecco cosa e come dovrebbe cambiare la cultura odierna: come sosteneva il rimpianto Vicarelli, la solidarietà sociale e lo spirito di sussidiarietà è fondamentale per il benessere dell’economia e del sociale. Lasciamoli crescere, anche loro hanno diritto di vivere felici la loro vita, poiché due generazioni sono già state bruciate.

Marta De Vivo

19 anni, blogger, bilingual, pensatrice, parlatrice. Founder @martaforfew

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.

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