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E se la tanto attesa correzione del mercato non arrivasse?

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E se la tanto attesa correzione del mercato non arrivasse?

Secondo l’analisi di Goldman Sachs, gli investitori si aspettano una correzione del mercato che, proprio a causa del clima incerto, potrebbe non verificarsi.

C’è solo una piccola possibilità che il mercato azionario possa presto crollare, essenzialmente perché gli investitori sono profondamente preoccupati che possa verificarsi una correzione - è questa la convinzione degli analisti di Goldman Sachs.

Ultimamente gli allarmismi su una ventura correzione correzioni sono stati molto frequenti, basati almeno in parte sul fatto che è passato molto tempo dall’ultima volta che il mercato è sceso in modo considerevole. L’S&P 500 ha segnato 14 mesi senza una discesa di oltre il 5% e 19 mesi dall’ultima correzione vera e propria. Ma gli analisti di Goldman, anche se hanno mostrato una certa preoccupazione circa le valutazioni di mercato dall’inizio dell’anno, credono che la situazione continuerà a mantenersi così com’è ora.

Uno dei fattori chiave, secondo l’azienda, è che gli investitori sono ora impauriti, negando così la presenza di uno slancio di euforia che, invece, potrebb uccidere un mercato rialzista. Gli investitori sono infatti divisi tra scetticismo e ottimismo: l’espressione “rialzisti tormentati” descrive perfettamente la mentalità degli investitori del momento.

Il target di Goldman sull’S&P 500 per fine anno è a 2.400, il che comporta un calo del 3,85% rispetto al valore attuale (quota 2.496 punti). Sono molti i motivi per cui gli investitori temono che il mercato possa scivolare ma, se presi in considerazione insieme, non dovrebbero provocare un sell-off rilevante.

I problemi ci sono e vanno dell’inganno della bassa volatilità al rallentamento della crescita economica statunitense, dal percorso di normalizzazione della politica monetaria della Fed al calo dei rendimenti obbligazionari e l’aumento dell’incertezza politica.

Comunque, per Goldman Sachs una correzione è un evento “poco probabile” a causa dell’aria di delusione che già si respira sul mercato e della forte spesa del consumo, che ha rappresentato il 69% del PIL nei dati per il secondo trimestre.
Gli investitori privati rimangono preoccupati su un certo numero di fronti. Gli ultimi dati a riguardo mostrano le scommesse rialziste a solo il 29,3%, ben al di sotto della media a lungo termine del 38,5%. I ribassisti, nel frattempo, sono al 35,7%, al di sopra della media storica del 30,5%, mentre il sentiment neutro è al 35%, 4 punti percentuali al di sopra della norma.

Gli investitori a lungo termine hanno ritirato oltre 81 miliardi di dollari dai fondi comuni azionari quest’anno secondo i dati della Bank of America Merrill Lynch, mentre gli ETF hanno registrato un flusso in entrata di oltre 291 miliardi.

Con le vendite al dettaglio in aumento dello 0,6% a luglio, oltre le previsioni, per Goldman Sachs il mercato sembra essere sostenuto da una solida base. Gli investitori negli Stati Uniti prenderanno presto atto del significativo stimolo economico fornito da un dollaro più debole e dai rendimenti obbligazionari più bassi verso la fine dell’anno. È indubbio che il mercato obbligazionario ad un certo punto avrà un calo, ma è molto più verosimile che accadrà quando saranno i fondamentali dell’economia a cadere per primi.

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