L’Ucraina europeista rischia un prelievo forzoso. Il modello Cipro continua e diventa regola

Il Governo ucraino trae ispirazione dall’UE e pensa di applicare un prelievo forzoso

L’Ucraina filo-europeista rischia adesso di sperimentare la formula Cipro. Mentre Vladimir Putin si prepara a firmare l’annessione della Crimea già approvata dal Senato, Kiev stringe un accordo politico con l’Unione Europea; lo stesso accordo che l’ex presidente Yanukovich aveva cercato di evitare lo scorso novembre e che lo aveva costretto a scappare in Russia, mentre nel suo Paese veniva istituito un Governo ad Interim.

L’Esecutivo ucraino continua dunque ad andare avanti per la propria strada. Vuole l’Europa e l’avrà. E a quanto pare ha già tratto ispirazione da alcuni meccanismi applicati in passato dall’UE, quegli stessi meccanismi che dovevano rappresentare un eccezione e che successivamente sono diventati una regola.

Di cosa stiamo parlando? Del prelievo forzoso sui depositi bancari che l’Unione Europea ha imposto a Cipro poco più di un anno fa per cercare di contrastare la crisi. In realtà nell’isola l’atmosfera è ancora molto calda, nonostante i piani di salvataggio e le indicazioni di UE, Troika e FMI. Il Governatore della Banca centrale si è dimesso per “motivi personali”, e due settimane fa la folla è scesa nuovamente in piazza per manifestare davanti al Parlamento di Nicosia, trovando ad accoglierla la polizia in assetto anti-sommossa.

Ma il prelievo forzoso continua ad essere considerata la panacea che guarisce da ogni male e così il ministro delle Finanze ucraino starebbe pensando, seguendo l’esempio europeo, di applicarlo anche nel proprio paese introducendo una patrimoniale sui depositi superiori a 100mila hryvnja:

«il Parlamento ucraino è pronto a considerare alcune proposte di legge che vieterebbero depositi bancari in valuta estera e introdurrebbero una tassa del 25% sugli interessi sui depositi di banche e altre istituzioni finanziarie, laddove l’interesse ricevuto superi il tasso stabilito dalla National Bank of Ukraine di più del 5%»

Questo quanto si legge nella proposta presentata dal deputato del Partito delle Regioni, Yevhen Sihal e avallata dal Primo Ministro Arseniy Yatsenyuk. Secondo quest’ultimo infatti:

I ricchi devono condividere la loro ricchezza con la Nazione. E’ tempo di giustizia, è tempo di aiutare il paese”.

Nei calcoli del Governo, il provvedimento dovrebbe colpire il 10% della popolazione, incidendo su depositi e istituzioni finanziarie che godrebbero di un interesse maggiore del 5% a quello fissato dalla Banca Centrale ucraina. Questi stessi interessi, nel caso in cui la misura entrasse in vigore, sarebbero soggetti ad un’aliquota del 25%.

L’Ucraina dimostra dunque di aver già appreso come ci si comporta in Europa e, da brava scolaretta, mette in pratica celermente ciò che ha imparato, nonostante la proposta abbia già suscitato molte polemiche. Il leader del Partito Comunista Petro Symonenko, che non è proprio un personaggio che rappresenta al meglio i valori del capitalismo e della globalizzazione, ha infatti posto l’accento sul fatto che, a causa del prelievo forzoso, l’Ucraina potrebbe perdere anche i pochi capitali in circolazione rimasti, cosa che di certo non aiuterebbe a risolvere la crisi finanziaria. Il Governo per adesso sembra non voler ascoltare. Staremo a vedere.

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