Rischio Italia? Per Mediobanca rimarrà sopra livelli pre-elettorali

Luca Fiore

24 Gennaio 2019 - 11:56

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Il rischio Italia è destinato a confermarsi al di sopra dei livelli pre-elettorali anche nei prossimi mesi. È quanto rilevano gli analisti di Mediobanca. In un contesto che appare particolarmente sfidante, meglio puntare sulle utilities.

Se da un lato le politiche monetarie vanno verso la normalizzazione, oggi si riunisce il board della Banca Centrale europea, la congiuntura economica globale, e italiana particolare, mostra segni di rallentamento.

Nonostante l’ottimismo di parte dell’esecutivo giallo-verde (Conte: “Pil dell’Italia può arrivare a 1,5% nel 2019”), il Prodotto interno lordo del nostro Paese nell’anno corrente dovrebbe far registrare una performance decisamente inferiore a quanto stimato in precedenza.

La Banca d’Italia si attende un rialzo della ricchezza prodotta dello 0,6%.

Rischio percepito sopra livelli elettorali

Le trattative con le autorità europee se da un lato hanno permesso di evitare lo scenario peggiore, l’avvio della procedura di infrazione, potrebbero aver generato una manovra che porta a un peggioramento dei conti, seppur minore rispetto a quanto stimato inizialmente, e non è in grado di imprimere una spinta all’economia.

E all’orizzonte ci sono le elezioni europee che, almeno in ottica domestica, saranno lette come un test sul primo anno di vita dell’esecutivo. Secondo Mediobanca, “il rischio percepito dell’Italia con ogni probabilità rimarrà al di sopra dei livelli pre-elettorali”.

Nonostante al momento lo spreadtra i titoli tedeschi si sia allontanato dai circa 310 punti base registrati nel corso della crisi con le autorità UE, da una settimana il dato scambia in area 250, i 130 punti base registrati prima della consultazione elettorale restano un obiettivo che al momento sembrerebbe irraggiungibile.

Meglio le utilities

Capitolo a parte meritano le banche del Belpaese. Stremati da requisiti di capitale sempre più stringenti in un contesto di strutturale debolezza degli indicatori macroeconomici, gli istituti di credito, rileva Mediobanca, probabilmente assisteranno a una compressione degli utili.

Non a caso, spiegano da Piazzetta Cuccia, “abbiamo ridotto le nostre stime di utile per azione 2019-2020 dell’8%".

Un contesto sfidante spinge Mediobanca verso le utilities: Enel ed Hera sono valutate “outperform”, così come Atlantia e Sias.

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