Italia: produzione industriale in netto calo a maggio (-0,6%)

Antonio Atte

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Produzione industriale italiana in calo a maggio secondo l’Istat: -0,6% sia su scala mensile che su base annuale.

Italia: produzione industriale in netto calo a maggio (-0,6%)

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Cala la produzione industriale in Italia stando agli ultimi dati diffusi dall’Istat, osservabili sul calendario economico di Forexinfo.it.

A maggio la produzione industriale del Belpaese su scala annuale ha registrato un calo dello 0,6%, a fronte di un incremento dello 0,5% atteso dagli analisti e del +1,8% del dato precedente.

Anche su base mensile l’indice destagionalizzato della produzione industriale (corretto per effetti di calendario: rispetto ai 20 di maggio 2015, i giorni lavorativi sono stati 22) presenta una flessione dello 0,6%, con variazioni negative in tutti i reparti: diminuiscono infatti i beni strumentali (-1,8%), i beni intermedi (-0,9%), l’energia (-0,6%) e i beni di consumo (-0,3%).

Il dato peggiora le attese degli analisti (che avevano ipotizzato un -0,1%) e il risultato della rilevazione del mese precedente, rivista al ribasso a +0,4%.

Istat, produzione industriale: trimestre marzo-maggio meglio del precedente

Stando al report diffuso oggi dall’istituto nazionale di statistica, nella media del trimestre marzo-maggio 2016 la produzione è aumentata dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Nella media dei primi cinque mesi dell’anno la produzione ha avuto un incremento dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Istat, produzione industriale: i settori migliori e i peggiori

Per quanto concerne i settori di attività economica, a maggio 2016 i comparti che hanno messo a segno la maggiore crescita tendenziale sono:

quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,6%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,3%) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,5%).

I settori dell’attività estrattiva (-13,5%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9,7%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,5%) sono invece quelli che hanno avuto il calo maggiore.

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