Italia: la crescita rallenta. L’economia è debole e gli obiettivi troppo ambiziosi

Flavia Provenzani

12/02/2016

Il PIL in Italia segnala una crescita lenta. Aumentano i dubbi sulla capacità di recupero dell’economia, gli obiettivi del governo sono troppo ambiziosi.

Italia: la crescita rallenta. L’economia è debole e gli obiettivi troppo ambiziosi

L’economia dell’Italia è cresciuta al di sotto delle attese degli analisti nel quarto trimestre del 2015, al ritmo più lento dell’anno, aumentando così le preoccupazioni circa le capacità di recupero del Bel paese dalla recessione più lunga mai registrata dalla fine della seconda Guerra Mondiale.

Italia: il PIL delude, rallenta la crescita

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) italiano mostra una lievissima crescita dello 0.1% negli ultimi tre mesi dello scorso anno, come rivelato dall’Istat all’interno dell’ultimo report preliminare pubblicato venerdì.
Il risultato si è dimostrato ben al di sotto delle attese degli analisti per un rialzo dello 0.3%.

L’indicatore ha mostrato poi un aumento del PIl dell’1% rispetto allo stesso trimestre del 2014, mentre il dato non destagionalizzato mostra un aumento dello 0.74%.

La produzione industriale dell’Italia, la terza economia più grande della zona euro, è scesa per il secondo mese consecutivo a dicembre, con le aziende che diventano sempre più pessimiste circa le prospettive per l’attività produttiva, nonostante i piccoli miglioramenti nel mercato del lavoro e nella domanda dei consumatori.

La crescita del PIL più debole del previsto e la dinamica dei prezzi potrebbe mettere a repentaglio l’obiettivo del Primo Ministro Matteo Renzi di ridurre il rapporto debito/PIL in Italia, che è salito al 2,21 mila miliardi di Euro a novembre.

Italia: economia debole e obiettivi ambiziosi

I ritardi in corso sul piano della vendita di beni statali potrebbero rendere l’obiettivo di Renzi ancora più difficile.
Givoedì, un funzionario del Tesoro ha riferito che il governo potrebbe rivedere le dimensioni e i contenuti del piano dopo la notizia secondo cui Ferrovie dello Stato rimanderà ancora l’offerta pubblica iniziale prevista per quest’anno.

Ancora, il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ha detto in un’intervista all’inizio di questa settimana che il rapporto debito/PIL diminuirà nel 2016 «data la crescita reale e forse con un po’ di più l’inflazione, che è fuori dal nostro controllo, naturalmente

Padoan ha ripreso le ultime previsioni dalla Commissione Europea dicendo che il rapporto scenderà al 132,4 per cento quest’anno - dal 132,8 per cento nel 2015, segnando il primo calo dopo otto anni di crescita.

Il ritmo di espansione del PIL trimestrale in Italia ha registrato un rallentamento progressivo dello 0,4 per cento dei primi tre mesi del 2015 allo 0,2 per cento del terzo trimestre.

Riflettendo le preoccupazioni degli investitori per i paesi con il debito pubblico più alto nell’euro zona, la differenza dei rendimenti, o spread, tra i titoli italiani a 10 anni e i bund tedeschi è salita a 153 punti base giovedì, in rialzo di 126 punti base della fine della scorsa settimana.

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Fonte: Bloomberg

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