Italia, l’Ue: procedura d’infrazione non è più giustificata

L’Italia evita la procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici ha rivelato che il Governo ha rispettato gli impegni e le condizioni

Italia, l'Ue: procedura d'infrazione non è più giustificata

“La procedura di infrazione contro l’Italia non è più giustificata”. Con queste parole il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici ha chiuso la diatriba economica con il Bel Paese.

Al termine della riunione del collegio dei commissari, Moscovici ha anche spiegato i motivi che hanno portato la Commissione europea a stoppare la procedura di infrazione contro l’Italia:

“Avevamo posto tre condizioni: dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 dello 0,3% e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni e quindi la procedura per debito non è più giustificata”.

Italia: come è stata evitata la procedura di infrazione

Come si era augurato in questi giorni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’Unione Europea ha deciso di non portare a termine la procedura d’infrazione contro l’Italia.

Due inizialmente sono state le mosse del Governo che hanno permesso di evitare la procedura d’infrazione. La prima riguarda l’abbassamento del deficit per il 2019, che è stato fissato al 2,04%.

La seconda riguarda il decreto legge che blinda in funzione anti deficit le minori spese previste per reddito di cittadinanza e quota 100. Una mossa che secondo gli esperti vicini ai dossier è valsa 1,5 miliardi di euro.

Lo stesso premier Giuseppe Conte aveva spiegato: “L’Italia con il disegno di assestamento di bilancio e con il decreto correlato ha messo sul piatto oltre 7 miliardi di euro, che ci permettono di siamo in linea con le previsioni del famoso 2,04% di deficit/pil nel 2019".

C’era però un passaggio che mancava: i numeri del 2020. Moscovici però ha rivelato:

“Il governo italiano lunedì sera, con una lettera firmata dal premier Conte e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, ha preso l’impegno lunedì sera di fare un aggiustamento strutturale significativo nel 2020”.

Il Ministro dell’Economia Tria: Italia premiata due volte

E subito dopo la decisione da parte della Commissione europea di stoppare la procedura d’infrazione contro l’Italia, con un comunicato stampa il Ministro dell’economia Giovanni Tria ha espresso tutta la sua soddisfazione:

«Oggi è decisamente una bella giornata per l’Italia. L’impegno del Governo a rilanciare crescita e occupazione nel segno della coesione sociale e della stabilità finanziaria, in linea cioè con le regole Ue del Patto di Stabilità e Crescita, è stato premiato due volte: dall’accordo con la Commissione europea e, ancora più importante, dalla reazione estremamente positiva dei mercati».

Infatti, come riferito dalla stesso Ministro Tria, la Borsa italiana è salita dell’1,6%, il rendimento dei titoli decennali del Tesoro è sceso ai minimi dal dicembre 2017 e lo spread in netta discesa.

Infine, Tria ha anche rivelato come il Governo è riuscito ad evitare la procedura d’infrazione e quali saranno adesso i prossimi passi:

«Non è stato facile trovare l’intesa con Bruxelles. Ma ci siamo riusciti grazie a un grosso sforzo che, come ho più volte ripetuto nelle ultime settimane, non ha richiesto una manovra correttiva ma ci ha comunque evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo. A rendere possibile questo risultato non è stato un miracolo, ma la conduzione di una prudente politica della finanza pubblica sia sul lato delle entrate, in aumento anche sotto il profilo strutturale, sia su quello delle spese, diminuite grazie a una serie di risparmi e senza ricorrere a tagli. La sfida non è finita. A questo punto dobbiamo concentrare gli sforzi per proseguire su questa strada virtuosa che ci consenta di aumentare il nostro potenziale di crescita grazie a una spinta a investimenti, produttività e competitività del nostro sistema-paese».

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