Italia: crisi demografica (anche) a causa del Covid

Antonio Cosenza

28 Novembre 2020 - 11:58

29 Novembre 2020 - 20:53

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In Italia la popolazione residente è scesa sotto quota 60 milioni unità: il Covid velocizza il declino demografico nel nostro Paese.

Italia: crisi demografica (anche) a causa del Covid

Il Covid ha velocizzato il processo di declino demografico che da tempo sta caratterizzando il nostro Paese. Un’accelerata che ha comportato un calo della popolazione residente che per la prima volta dopo anni (è dal 2013 che abbiamo superato questa soglia) scende sotto le 60 milioni di unità.

È bene ricordare comunque che il dato preso in riferimento è quello della popolazione residente in Italia che tiene in considerazione sia i cittadini italiani che gli stranieri, purché registrati dalle anagrafi dei Comuni.

Va detto che da tempo l’Italia sta attraversando una fase di invecchiamento della popolazione visto un calo sensibile delle nascite. Un trend che ha portato gli esperti a stimare un calo della popolazione residente tale da arrivare sotto i 60 milioni nel 2031: quello che gli esperti non avevano pronosticato era una pandemia che si sarebbe concentrata sulla fascia debole della popolazione, comportando un incremento della mortalità e velocizzando il declino demografico nel nostro Paese.

E - come confermato dall’ISTAT - il dato rischia persino di peggiorare nei prossimi mesi, con una tendenza al ribasso che difficilmente si invertirà con il passare degli anni.

Residenti in Italia sotto la quota dei 60 milioni: il Covid c’è e si sente

Chi credeva che la pandemia da Covid non avesse avuto alcun impatto sulla popolazione è costretto a ricredersi. Come confermato dall’istituto italiano di statistica, infatti, la pandemia ha portato i residenti in Italia sotto la quota dei 60 milioni, stranieri compresi.

La pandemia ha dato un ulteriore impulso al declino demografico, tanto che è stato anticipato lo scenario che si pensava avremmo raggiunto solamente ad inizio 2031.

Come confermato dal presidente dell’ISTAT, Gian Carlo Blangiardo, la situazione potrebbe persino peggiorare poiché i dati non tengono ancora conto delle conseguenze della seconda ondata. Nel dettaglio, oggi sono 59.991.186 i residenti in Italia, ma questo è un dato provvisorio che potrebbe peggiorare a causa degli effetti della seconda ondata.

Come la seconda ondata da Covid potrebbe comportare un ulteriore calo della popolazione

La pandemia va ad incidere su entrambi i fattori che incidono su una crescita - o una decrescita - della popolazione: il tasso di natalità e quello di mortalità.

L’alto numero di decessi registrato a causa delle conseguenze del Covid ha portato ad una crescita del tasso di mortalità. E un ulteriore salto in avanti verrà fatto con la seconda ondata, la quale per il momento non è presa in considerazione nello studio condotto dall’Istat. Un incremento che - fanno sapere dall’Istituto - potrebbe essere anche superiore rispetto ai dati indicati nel bollettino.

D’altra parte c’è un altro aspetto che non va trascurato: come più volte segnalato dal Presidente Gian Carlo Blangiardo, la pandemia ha avuto un effetto sulle scelte riproduttive degli italiani, comportando una maggiore incertezza. È per questo motivo che già a dicembre si stima un calo delle nascite legato ai mancati concepimenti di marzo, e così via nei prossimi mesi. Nel dettaglio, a fine 2020 si stima che i nuovi nati saranno circa 408 mila, contro i 420 mila del 2020. Nel 2021, invece, la previsione per le nuove nascite è ancora più bassa: si dovrebbe scendere, infatti, a quota 391 mila.

Insomma, l’effetto Covid c’è e si sente: basti pensare, ad esempio, che a fine 2019 erano 60.244.639 i residenti con un crollo che - almeno per il momento - è stato di oltre 250 mila unità.

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