Italia: crescita quasi nulla nel 2014 secondo Confindustria. Tagliate le stime per il 2015

Nicola D’Antuono

26 Giugno 2014 - 11:57

Confindustria ha tagliato le stime sulla crescita economica dell’Italia, che quest’anno sarà praticamente nulla. Negative anche le prospettive per il mercato del lavoro

Italia: crescita quasi nulla nel 2014 secondo Confindustria. Tagliate le stime per il 2015

Sono previsioni molto cupe quelle tracciate dal Centro studi di Confindustria (CsC) sull’economia italiana, che quest’anno dovrebbe registrare una crescita quasi nulla e quindi inferiori alle aspettative. Secondo il CsC il pil dell’Italia nel 2014 aumenterà solo dello 0,2% e non dello 0,7% come prospettato lo scorso dicembre. Nel 2015 il pil dovrebbe rimbalzare dell’1%, quindi meno dell’1,2% stimato sei mesi fa. Tuttavia il CsC ha sottolineato che non sono state incluse nelle stime le misure di rilancio economico annunciate dal governo Renzi negli ultimi giorni, né il potenziale impatto positivo che potrebbe generare l’Expo nel 2015.

Il taglio delle stime sulla crescita economica per il biennio 2014-2015 arriva in una fase cruciale per l’attuale esecutivo guidato da Matteo Renzi, forte dell’affermazione alle recenti elezioni europee con un netto 40,8% dei voti. Il paese necessita di riforme strutturali e di misure shock per l’economia, altrimenti rischia di finire in una spirale recessiva e deflazionistica che può minare la stabilità delle finanze pubbliche e provocare un nuovo drammatico aumento della disoccupazione. CsC ritiene che il paese non avrà comunque bisogno di una nuova manovra correttiva, visto che il rapporto deficit/pil è atteso al 2,9% quest’anno e al 2,5% nel 2015.

Il problema maggiore è sempre legato all’incredibile ammontare del debito pubblico, che è su livelli record poco sotto i 2.150 miliardi di euro. Secondo il CsC il rapporto debito/pil continuerà a salire dal 129% del 2013, balzando al 132% nel 2014 per poi calare leggermente al 131,4% nel 2015. Non sono poi positive le aspettative sul mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è su livelli record e quest’anno sarà pari al 12,6%. Nel 2015 ci sarà soltanto un irrisorio calo al 12,5%. Confindustria continua a fare pressione sulla politica affinché faccia presto le riforme promesse, a partire da quelli istituzionali. Insomma la sola politica di austerità non porta da nessuna parte.