Italia, come avere l’immunità di gregge in 45 giorni: il piano degli infermieri

Alessandro Cipolla

9 Marzo 2021 - 11:52

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L’Ordine degli infermieri ha presentato un proprio piano, subito apprezzato dal Governo, per riuscire a raggiungere l’immunità di gregge in un mese e mezzo: due ore di straordinario per somministrare oltre 1 milione di vaccini al giorno.

Italia, come avere l'immunità di gregge in 45 giorni: il piano degli infermieri

L’obiettivo come confermato dal ministro Roberto Speranza rimane sempre lo stesso: raggiungere l’immunità di gregge in Italia entro l’estate. Per mantenere questo impegno preso, sul fronte dei vaccini nei prossimi mesi si dovrà però accelerare.

Il problema di fondo resta quello della disponibilità: sulla carta entro la fine di giugno sono in arrivo nel nostro Paese quasi 50 milioni di dosi, ma tutto dipenderà dalle case farmaceutiche che finora non hanno rispettato tempi e quantità delle consegne pattuite.

C’è poi l’aspetto della logistica e della macchina organizzativa, visto che dopo Pasqua dovrebbe iniziare il piano di vaccinazione di massa che coinvolgerà la grande maggioranza della popolazione.

A riguardo, il nuovo commissario straordinario Francesco Figliuolo dovrebbe mobilitare l’Esercito e la Protezione Civile, mentre per le chiamate si andrà probabilmente a utilizzare la piattaforma delle Poste Italiane con le convocazioni che così arriveranno via sms seguendo criteri strettamente anagrafici.

Infine c’è la questione della forza lavoro necessaria per vaccinare un così alto numero di persone al giorno, con l’Ordine degli infermieri che nel merito ha presentato un proprio piano che potrebbe permettere il raggiungimento dell’immunità di gregge in Italia in soli 45 giorni.

Infermieri: il piano per l’immunità di gregge in un mese e mezzo

Sul fronte Covid, nei prossimi mesi l’Italia sarà impegnata nella più grande campagna di vaccinazione di massa della storia recente. Oltre alle dosi necessarie, servirà però anche chi materialmente andrà a praticare le somministrazioni.

Inizialmente si è puntato tutto sull’assunzione di 25.000 operatori sanitari (13.000 medici e 12.000 infermieri), ma al momento ne sono stati arruolati neanche la metà visto che di lavoratori senza impiego di questo tipo in Italia non ce ne sono più e, di certo, non possono essere formati in pochi mesi.

Non basterà così neanche arruolare gli specializzandi, mentre per quanto riguarda i medici di base solo poche Regioni hanno raggiunto un accordo ma non tutti si sono comunque detti disposti a vaccinare.

In questo scenario, ecco che sul tavolo del Governo è arrivato un piano redatto dall’Ordine degli infermieri, che sarebbe stato accolto con favore visto che la proposta è molto dettagliata con tanto di tempistiche e costi.

L’idea è questa: se un terzo degli attuali infermieri professionali dipendenti di Asl e ospedali (90.000 su un totale di quasi 270.000) accettassero di fare due ore di straordinario al giorno, si riuscirebbe in questo modo a fare 1.076.000 vaccinazioni giornaliere.

Si è calcolato infatti che un operatore riesce mediamente a fare 6 somministrazioni ogni ora, con queste ore extra che verrebbero pagate 50 euro lorde per un costo complessivo di 160 milioni, meno della metà dei 346 milioni previsti dal decreto sostegno per i medici di famiglia.

Vaccinare oltre 1 milione di persone al giorno, sempre a patto che poi ci sia una effettiva disponibilità delle dosi, permetterebbe all’Italia di raggiungere la tanto agognata immunità di gregge in un lasso di tempo stimato tra i 41 e i 45 giorni.

Se pensiamo che il nuovo Governo si è dato come obiettivo, a aprtire da aprile, l’arrivare a fare 500.000 somministrazioni al giorno (adesso siamo mediamente sulle 120.000), il piano degli infermieri andrebbe a raddoppiare il numero dei vaccini fatti ogni giorno, dimezzando di conseguenza la tempistica necessaria per il raggiungimento dell’immunità di gregge.

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